Le bimbe tolte alla zia e quel fallo da cartellino rosso di una “certa destra”

OPINIONI – L’intervento del professor Mario Costa dopo una lunga settimana di polemiche

Mario Costa
Mario Costa

Già vicesindaco di Cassino

Il Tribunale dei Minorenni di Roma non ha rilevato elementi per sconfessare l’operato delle assistenti sociali del Comune di Cassino e, per l’immediato, a tutela delle due sorelline, ha stabilito che restano in casa famiglia.

L’autorevole decisione di tale organismo, pur se non definitiva, dovrebbe bastare a tacitare talune rauche voci levatesi a sproposito sulla triste vicenda. Il sindaco, Enzo Salera, e l’assessore alla Coesione Sociale, Luigi Maccaro, con la serenità d’animo di chi si è mosso nella correttezza dovuta, hanno voluto comunque ulteriormente chiarire sul caso, con un comunicato a firma di entrambi, tutti i vari aspetti. Ciò, pur nella consapevolezza che non ci sono argomenti che tengano quando a dar fiato a certe voci non è la volontà “di assicurare la massima tutela possibile ai bambini”, come dicono. Ma come non pensano, purtroppo.

Enzo Salera e Luigi Maccaro

Del resto sarebbe dovuto già bastare l’accorato invito, nei giorni scorsi, degli avvocati della famiglia delle minori, i quali, nel precisare che c’era un procedimento in corso e che la vicenda è molto più complessa di quanto appare, avevano condiviso la posizione del sindaco e invitavano tutti ad evitare un inutile e fastidioso clamore che avrebbe potuto ulteriormente destabilizzare le bambine.

Ma ciò che spinge taluni a tenere banco sulla questione è la irrefrenabile quanto inopportuna, nel caso, voglia di polemica. Un avvocato si è buttato a capofitto sulla vicenda, dando però l’impressione di essere in cerca soltanto di pubblicità. Senza imbarazzo alcuno, quasi avesse tutte le carte in regola per farlo, sulla stampa ha attaccato a testa bassa. Con una prima carica ha puntato il sindaco, con una seconda le assistenti sociali. Se ne è fregato ben poco di “buttarla in politica” e del fatto che non sia rispettoso della professione forense; così pure dell’opportunità “di adottare gli strumenti che l’ordinamento giudiziario mette a disposizione delle parti per tutelare gli interessi dei propri assistiti”, come gli si fa notare in quel comunicato a firma di Salera e di Maccaro. Non invece gli articoli di stampa, appunto, nei quali si avventura finanche a ventilare fantomatici Bibbiano due, con impudenza ed imprudente incoscienza.

Uno dei tanti manifesti dopo il “caso Bibbiano”

Gli fa da controcanto una “certa destra” extra-consiliare, peraltro alquanto disinformata, in preda a consueta, inguaribile, eccessiva animosità. Con disinvoltura fuori dal comune entra nell’argomento a gamba tesa, con un fallo da cartellino rosso. Un timido imprudente accenno anch’essa a Bibbiano, e la butta subito in caciara. Dà, in maniera inopportunamente sprezzante, del “certa sinistra” a quella parte politica democraticamente eletta dai cittadini alla guida del Comune. Colpevole, ad autorevole (?) parer di tal certa destra, “di gestire, non di amministrare la città”. Con tale premessa, inevitabile il rovinoso atterraggio sul consueto suo campo: la richiesta di dimissioni. “In un paese normale – hanno scritto – il sindaco avrebbe chiesto scusa e si sarebbe dimesso insieme all’assessore, per manifesta incapacità empatica”.

Questa ricorrente richiesta di dimissioni ad ogni occasione a nemmeno due anni dall’elezione di Salera, se da un lato sfiora il ridicolo, dall’altro ha del patetico. Ma qui sono in ballo cose molte serie, qual è la tutela di minori, della loro crescita, del loro futuro, di quella di famiglie in difficoltà, che vanno aiutate, non strumentalizzate. Elementi per condurre battaglie politiche, anche le più dure, non mancano a costoro. Cerchino quelle.

Quanto infine al “difetto di empatia”, una abilità sociale molto utile l’empatia, un dono non comune, lasciamo perdere. La capacità empatica è dote dell’educatore che concepisce l’educazione come pratica di comunicazione autentica. Un sindaco ed un assessore hanno compiti un po’ diversi. Se lo si capisce, è meglio per tutti. Anche per certi esponenti di “certa destra”.