“I contagi in rialzo a Cassino? Sono cluster familiari”

IL FATTO – Il sindaco Enzo Salera fa chiarezza sui numeri degli ultimi dieci giorni. Poi rassicura: “Situazione comunque non grave come a dicembre quando avevamo quasi 400 casi contemporaneamente, ad oggi i positivi sono sono meno di 140”. Nel Lazio aumentano le terapie intensive

Nel corso del mese di marzo, mentre la Ciociaria e poi il Lazio finivano in zona rossa a causa dell’alto numero di casi nel Nord della Provincia, a Cassino aumentava solo il dato dei guariti. I positivi in quel mese quasi mai hanno superato la doppia cifra (giornalmente). Dal 31 marzo a ieri, ovvero negli ultimi dieci giorni, i contagi nella città martire sono invece schizzati: Cassino è risultata essere quasi sempre in testa al bollettino della Asl con una media di 13 casi al giorno, 132 negli ultimi dieci giorni.

Cosa sta succedendo? Un cluster in una casa di cura, come a marzo del 2020? Un cluster in qualche scuola o in qualche particolare luogo di lavoro? No, nulla di tutto questo. Il sindaco Enzo Salera, da noi interpellato, fa chiarezza sull’attuale situazione.

Spiega il primo cittadino: “Stiamo assistendo a molti cluster familiari. Come ci riferiscono anche alcuni medici, probabilmente a causa delle varianti, il virus si trasmette più facilmente nelle famiglie”.

Per fare un esempio: se prima in una famiglia di 4 persone c’era un infetto, mediamente contagiava un solo altro membro della famiglia. Oggi almeno 3 su 4 finiscono invece per ammalarsi, neanche i più giovani sono risparmiati: questo è il motivo principale che ha portato all’aumento esponenziale dei casi.

Il sindaco tuttavia evidenzia: “A dicembre avevamo una situazione preoccupante con circa 400 casi contemporaneamente. Poi la tregua di febbraio e marzo ci ha portato a una discesa arrivando ad avere contemporaneamente non più di una novantina di casi al giorno, conteggiando guariti e nuovi casi.

Ad oggi i positivi in città sono meno di 140: in aumento rispetto al mese scorso ma in numero nettamente inferiore rispetto a dicembre. Invito in ogni caso a tenere alta la guardia e a rispettare tutte le misure di contenimento per la lotta al Covid”.

Per quel che riguarda invece il bollettino regionale da poco diramato, l’Assessore D’Amato spiega che “oggi su oltre 18 mila tamponi nel Lazio (-474) e oltre 18 mila antigenici per un totale di oltre 37 mila test, si registrano 1.463 casi positivi (+100), 35 i decessi (-12) e +980 i guariti. Aumentano i casi e le terapie intensive, mentre diminuiscono i decessi e i ricoveri. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 8%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 4%. I casi a Roma città sono a quota 700”.

“Su Sputnik perchè Germania si e Italia no?” domanda l’assessore. Poi conclude: “Nelle province si registrano 348 casi e sono otto i decessi nelle ultime 24h. Nella Asl di Latina sono 143 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registrano due decessi di 81 e 81 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone si registrano 114 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano cinque decessi di 69, 74, 76, 79 e 85 anni con patologie”.