Stellantis, lo stabilimento di Cassino fa peggio del Covid

ECONOMIA – La Fim-Cisl presenta i dati di produzione del primo trimestre di Fca. Il Gruppo incrementa di oltre il 30% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno quando ci fu il lockdown. Il sito pedemontano, invece, perde quasi il 20% e lavora al 15% delle potenzialità. A ottobre arriva il Suv Grecale. Uliano: “Ma non basterà a garantire la piena occupazione”. Nel pomeriggio si riunisce la Consulta dei sindaci

La conferenza stampa tenuta in mattinata dalla Fim-Cisl con Fernando Uliano

Tutte le fabbriche italiane del gruppo Stellantis hanno migliorato in termini di produzioni rispetto al primo trimestre del 2020. Non era difficile, visto e considerato che a marzo dello scorso anno, a causa del lockdown, ci fu il blocco totale alla produzione. Quindi Fca chiude il primo trimestre con un + 30,9% (208.295 vetture) rispetto ai primi tre mesi del 2020. Solo lo stabilimento di Cassino, come ha detto con una battuta il segretario nazionale della Fim-Cisl Fernando Uliano presentando questa mattina il report di produzioni del primo trimestre 2021, “fa peggio del Covid”.

Il sito pedemontano chiude infatti il primo trimestre con un -17,7%. “Lo stabilimento di Cassino è uno di quelli che maggiormente ci preoccupa” ha ammesso Uliano in conferenza stampa. Questo perchè al momento c’è un massiccio ricorso alla cassa integrazione, ci sono stati 23 giorni di blocco totale della produzione e sono andati persi quasi mille posti di lavori rispetto al 2019.

E guardando al 2022, la situazione non migliora. Anzi. Spiega Uliano: “Dalle informazioni in nostro possesso già ad ottobre dovrebbe esserci la partenza della produzione in serie del Suv Grecale ma crediamo che solo con questo modello non si riuscirà a mettere fine agli ammortizzatori sociali e a garantire la piena occupazione dal prossimo anno”.

Il 15 aprile c’è l’incontro con il Ceo di Stellantis Carlos Tavares. Uliano avverte: “Noi non siamo contrari al taglio dei costi, ma bisogna rendere partecipe il sindacato, chiederemo perchè in alcuni siti vengono fatte alcune scelte senza coinvolgere le organizzazioni. Verificheremo anche lo stato di avanzamento del piano di Stellantis e proveremo a capire qual è la filosofia del nuovo Gruppo. Non siamo nettamente contrari alle internalizzazioni, è un processo già avvenuto in passato con la Plastica, ma il tutto deve avere una logica. Il vero problema dello stabilimento di Cassino è che oggi è fermo al 15% della capacità produttiva. l rapporto con il Governo? Purtroppo ad oggi non abbiamo avuto risposte dal Ministro dello Sviluppo Economico”.

Intanto nel pomeriggio, a Cassino, si riunirà la Consulta dei sindaci per fare il punto sullo stabilimento Fca Cassino Plant e su tutto l’indotto di Stellantis.