Covid, la variante giapponese che rischia di sfuggire ai vaccini

RUBRICHE – Il 21 marzo scorso è stato revocato lo stato di emergenza nell’area di Tokyo ma ora gli esperti esprimono preoccupazione per il rapido picco di Osaka dovuto a una mutazione del Sars-CoV-2 conosciuta con il nome E484K. Numeri alla mano, risulta essere una realtà e con una percentuale molto alta di contagi. L’approfondimento di Angelo Franchitto

<strong>Angelo Franchitto<br></strong>
Angelo Franchitto

Conoscere è il vero vaccino

La campagna di vaccinazione è soprattutto una sfida per superare la pandemia. Ma i vaccini funzionano solo se le varianti del virus non influenzano le proteine Spike. Il rischio di varianti che sfuggano agli effetti del vaccino è basso, ma non nullo. Un esempio arriva dal Giappone. Qui, il primo ministro ha dichiarato che saranno ampliate le misure di emergenza per contenere la nuova ondata di infezioni all’interno del paese.

Infatti, servono ulteriori sforzi che devono essere orientati a stroncare sul nascere la diffusione delle varianti. Anche se sono state prese in considerazione tutte le possibilità, vero è che qualora dovesse essere necessario, il governo dovrà avere il coraggio di agire senza esitazione. Allo stesso tempo, il Giappone introduce nuove restrizioni anti Covid in alcune aree del paese.

E pensare che solo il 21 marzo scorso è stato revocato lo stato di emergenza nell’area di Tokyo. Si è trattato del momento in si sono concluse le misure volte a rallentare la corsa del coronavirus e ad alleviare la pressione sui sistemi medici per la cura dei pazienti Covid-19. Invece ora, gli esperti esprimono preoccupazione per il rapido picco di Osaka e per il carico sulle strutture sanitarie. Il paese del sol levante vive una nuova ondata di contagi dovuti a una variante Covid particolarmente resistente al vaccino. Si tratta di una notizia che mette in apprensione la comunità scientifica.

Parliamo di una mutazione del Sars-CoV-2 che è stata registrata in Giappone, nella città di Tokyo. Secondo quanto riportato da fonti locali, il 70% dei pazienti contagiati e testati nel mese di marzo al Tokyo Medical and Dental University Medical Hospital, un ospedale della capitale, era stato colpito dalla variante conosciuta con il nome E484K, soprannominata Eek. Numeri alla mano, la nuova variante risulta essere una realtà e con una percentuale molto alta di contagi. A quanto risulta, almeno in teoria, sembra che la variante Eek è al momento relegata all’interno del Giappone. Ma ciò che maggiormente interessa è  il fatto che si continua a tenere sotto controllo le varianti del Covid. Un lavoro necessario, perché potrebbero comparire mutazioni più pericolose della forma tradizionale del Sars-CoV-2.

Per esempio, in Giappone, la Eek sembra in grado di sfuggire agli anticorpi generati da una precedente infezione Covid, ma anche ai vaccini fin qui sviluppati. Se questo venisse dimostrato, la variante giapponese potrebbe essere rischiosa al punto da scatenare una nuova ondata. Ma proprio per queste ragioni siamo sempre fiduciosi nei vaccini. Infatti paesi come Israele o la Gran Bretagna stanno ottenendo dei benefici e le curve di stanno abbassando.

Tutto questo proprio grazie a una campagna vaccinale di successo. Mentre in Giappone la campagna vaccinale deve ancora entrare nel vivo. In realtà, la gran parte della popolazione non vuole vaccinarsi. A causa di questa situazione di sfiducia nei confronti dei vaccini, gli ultimi bollettini parlano di una situazione epidemiologica da monitorare con estrema attenzione. Soprattutto nelle città di Tokyo e Osaka le nuove infezioni continuano ad avere un trend in crescita e a destare preoccupazione. Inoltre, sempre a Osaka, gli esperti hanno espresso apprensione per la diffusione della variante inglese.

In questa situazione difficile, il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, è arrivato a dichiarare che saranno ampliate le misure di emergenza per contenere la nuova ondata di infezioni. Dunque, serve orientare gli sforzi al fine di riuscire a stroncare sul nascere la diffusione delle varianti. In particolare si vuole circoscrivere ed eliminare la terribile variante che sta facendo tremare il paese.

Intanto Corea del Nord annuncia che non parteciperà alle Olimpiadi che si svolgeranno  a Tokyo, in estate. Il motivo, sempre legato alla pandemia da coronavirus, vede nel mirino anche la nuova variante. D’altra parte, la decisione presa dal Comitato Olimpico nordcoreano, viene indicata come un modo per proteggere gli atleti dalla crisi sanitaria mondiale causata dalla COVID-19. Ad oggi le Olimpiadi non sono un evento sicuro. Infatti, il regime nord coreano è intervenuto molto presto per limitare il rischio della diffusione del Covid all’interno dei propri confini. Proprio per queste ragioni sono state adottate numerose misure tra le più drastiche al mondo. 

Intanto, nei giorni di Pasqua sono andate perse circa 300 mila somministrazioni. Si tratta di un ritardo sul piano previsto dal generale Figliolo è di 2 milioni e mezzo di immunizzati.

Purtroppo c’è ancora troppo scetticismo nei confronti di AstraZeneca, il vaccino anglo-svedese. Ma adesso la campagna di massa deve accelerare e puntiamo a superare le 240 mila dosi al giorno. Inoltre, un miglioramento va cercato nella vaccinazione degli ultrasettantenni, come risulta anche dal report del Commissariato all’emergenza.

Riuscire ad avere una vaccinazione completa della popolazione ci porterebbe a una maggiore sicurezza,  anche per quanto riguarda la gestione delle varianti.