Stellantis, prime “vittime” nell’indotto. Vanno a casa venti operai

ECONOMIA – Parte il trasloco in Fca per internalizzare un magazzino della logistica. Rischia di essere solo lo start di una lunga serie di altre fabbriche. Sindacati e lavoratori con il fiato sospeso: si attende l’incontro del 15 aprile e si teme che alcuni servizi possano addirittura essere trasferiti in Francia

Il trasloco in Fca dal magazzino dell’indotto

Il battesimo del “bagno di sangue” dell’indotto Stellantis è partito il 1° aprile, e non si tratta di un “pesce d’aprile”. Giovedì scorso c’è stato il primo trasloco, il primo magazzino svuotato per trasferire il materiale all’interno dello stabilimento Fca Cassino Plant. Un’azione che va nell’ottica di risanamento e ottimizzazione dei costi voluta da Carlos Tavares, ceo di Stellantis, che nelle scorse settimane ha evidenziato come gli stabilimenti italiani costino molto di più rispetto a quelli francesi.

La scure si è abbattuta innanzitutto sulla logistica e, più precisamente, sui magazzini del gruppo Arcese: sono stati svuotati prima di Pasqua ed è stato il primo stabilimento ad essere internalizzato. I circa 20 operai che vi lavoravano potranno usufruire della Cassa Covid fino al 30 giugno (e poi eventualmente fino al 31 dicembre, se dovesse esserci una proroga), dopodichè scatterà la messa in liquidazione dell’azienda e i 20 operai, dopo due anni di Naspi, sarebbero definitivamente senza più lavoro e sussidi.

Ma l’operazione avviata nei giorni scorsi rischia di essere solo l’inizio di quella che si annuncia come una vera e propria ecatombe con tanti servizi dell’indotto che saranno internalizzati, oltre quelli della logistica. Molto, quasi tutto, dipenderà da quello che dirà Tavares ai sindacati nel corso dell’incontro del prossimo 15 aprile.

Fino a quel giorno restano tutti con il fiato sospeso. C’è il timore che alcuni servizi possano essere trasferiti addirittura in Francia dove lo Stato ha anche una quota di partecipazione nel gruppo Psa, a differenza di quanto avvenuto in Italia per Fca dove lo Stato, nonostante i mega prestiti e i sostegni, non ha mai potuto davvero influire sulle scelte dell’azienda. Ma adesso si capisce quanto sarebbe stato importante per il Governo poter incidere. E siamo solo all’inizio.