Tanta caciara sulle scuole e poi se ne vanno a giocare al parco. Cosa, non è chiaro?

OPINIONI – In Ciociaria ultimo giorno in zona rossa dopo tre lunghe settimane: domani e dopodomani si torna in classe. Non mancano dubbi e perplessità. Intanto, con l’arrivo del bel tempo, a Cassino la pista ciclabile e i giardini pubblici sono stati presi d’assalto da ragazzini e genitori. I giovani si riuniscono a gruppi nelle abitazioni private o clandestinamente nei bar. Il nostro appello al sindaco Salera

I bambini con i genitori al parco di piazza San Giovanni a Cassino nei giorni scorsi

Dunque, ci siamo: tra poche ore termina la zona rossa. In Ciociaria era scattata il 7 marzo, poi lunedì 15 è stata estesa a tutto il Lazio. Da domani l’intera Regione sarà in zona arancione. Significa che ci saranno meno restrizioni e qualche margine in più di movimento. Significa, soprattutto, che potranno riaprire le scuole.

L’argomento in questi giorni sta creando un forte dibattito: scuola sì, scuola no. Al netto della discussione sull’opportunità o meno di aprire la scuola per due giorni per poi richiuderla giovedì per le vacanze – una roba che definire imbarazzante è usare un eufemismo, ma nessuno sembra sapere più come uscirne – il vero dibattito è un altro: la riapertura delle scuole a partire dal 7 aprile, anche se dovesse nuovamente scattare la zona rossa.

E’ un argomento molto divisivo: ognuno è portatore delle proprie idee e convinzioni; i numeri degli scienziati e le statistiche vengono a volte tirate in ballo quando fa comodo, definite non veritiere quando non ci convincono. Ma noi italiani siamo così: tutti allenatori di calcio. Spesso portatori di verità assolute, e guai a contrastarle. Soprattutto se a contrastarle è il politico che non abbiamo votato e non ci convince.

Venendo nello specifico a Cassino – la realtà che meglio conosciamo e ben possiamo documentare, anche se a leggere le cronache nazionali non sembra essere l’eccezione che fa la regola – c’è una questione che riguarda i bambini, gli studenti, che non viene quasi mai considerata: il fatto che si ritrovano a giocare nei parchi, insieme, in tanti, molto più di un’intera classe e senza sicurezza alcuna. Spesse volte anche senza mascherina.

In queste tre settimane di zona rossa alla nostra posta di redazione sono giunte alcune foto che testimoniavano questo fenomeno. L’opinione pubblica è sembrata invece solo concentrata sulla riapertura o meno della scuola.

TUTTI IN PISTA

Abbiamo visto la pista ciclabile del Lungofiume presa d’assalto da giovanissimi e famiglie (spesse volte senza mascherina), eppure la norma in materia prevede che, in zona rossa, “l’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti”. Non essendoci così tante abitazioni nei pressi della pista ciclabile viene il dubbio – ma è un dubbio – che in tanti stavano violando la legge.

Non è invece vietato, anche in zona rossa, l’accesso ai parchi pubblici. La norma prevede che “salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento e comunque in prossimità della propria abitazione è consentito l’ingresso, altresì, l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia”.

I PARCHI E L’APPELLO DI ENZO

Il sindaco Salera, lo scorso 2 marzo, quando annunciò la chiusura delle scuole, provò ad avvertire: “Adesso però non ve ne andate a giocare nei parchi”. Ma il primo cittadino sa bene che tutto ciò che non è espressamente vietato, è consentito. Quindi, i parchi, sono stati presi d’assalto. Soprattutto negli ultimi giorni, con l’arrivo della primavera. Le distanza sono saltate, le mascherine non sempre utilizzate. Anche gli stessi bambini capiscono che da questo punto di vista è molto più sicura la scuola, che un parco pubblico.

Da domani, con la zona arancione, e poi, a seguire, con le festività pasquali, non è difficile immaginare che possa esserci un’affluenza ancora maggiore nei parchi pubblici della città o, ad esempio, sulla pista ciclabile.

REGOLE, CONTROLLI E SICUREZZA

Mentre tutti si appellano al sindaco implorando un’ordinanza per la chiusura delle scuole, noi chiediamo invece al primo cittadino – e all’ottimo assessore Luigi Maccaro, che già l’anno scorso a maggio aveva messo in campo la rete dei volontari – di valutare la possibilità di un maggior controllo di queste aree, soprattutto ora che arriveranno i rinforzi della polizia locale, magari disciplinando gli ingressi con una apposita ordinanza, in modo da non lasciare i comportamenti al puro buon senso che non sempre si è visto. Infine, perchè no, dotare la villa, i parchi giochi e la pista ciclabile anche di distributori di mascherine e disinfettante (visto che a distanza di un anno c’è ancora chi dimentica).

Questo è il nostro appello per il sindaco di Cassino. Un interrogativo invece ci sorge avendo visto parchi pieni, giovani riuniti, famiglie a spasso. Un interrogativo ci sorge vedendo le tante multe elevate dai carabinieri della Compagnia di Cassino e Pontecorvo a tutti coloro che hanno avvertito l’esigenza di fare un drink (che ci sarà poi da brindare?) clandestinamente nei bar, o a coloro che sono riuniti a gruppi nelle abitazioni private: ragazzi, dopo un anno, di preciso, cosa non è chiaro?