Mozione in Regione e unità di crisi in Comune: così Cassino “sfida” la crisi economica

ECONOMIA – Plauso di Unindustria per il documento dei sindaci approvato alla Pisana in merito ai ristori. Oggi, intanto, Salera, Di Rollo e Volante hanno tenuto il primo incontro con i commercianti. Ecco le ipotesi in campo

“La provincia di Frosinone avrà ristori e più vaccini. Ottimo lavoro del presidente del consiglio regionale Mauro Bushini, che ha presentato una mozione firmata anche dalla consigliera Sara Battisti e condivisa con i sindaci e alla quale ha dato un supporto fondamentale il primo cittadino di Cassino Enzo Salera.

Ancora una volta – ha commentato Francesco De Angelis – la Regione Lazio sta dimostrando di esserci, con la Asl di Frosinone pronta ad un’accelerazione decisiva al piano vaccinale utile a combattere il Covid 19. Allo stesso tempo era necessario reagire alla crisi economica con importanti ristori e la mozione Bushini ha pensato anche a questo”.

Con queste parole il presidente del consorzio Asi Francesco De Angelis commenta la mozione approvata in Consiglio regionale per i ristori alla Ciociaria. E un paluso giunge anche dagli industriali: “Va decisamente nella giusta direzione la mozione, approvata in Consiglio regionale, che chiede più ristori e vaccini per le zone rosse – dichiara la Presidente di Unindustria Frosinone Miriam Diurni -.

Si tratta di un primo passo a supporto delle realtà economiche di un territorio che stanno soffrendo, in modo particolare, durante questa pandemia. Apprezziamo pertanto particolarmente l’attenzione mostrata dal Presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini”.

S.O.S COMMERCIO

Una mozione, quella approvata in Consiglio regionale, che nasce all’indomani della Consulta dei Sindaci del Cassinate che hanno chiesto iniziative concrete ed immediate. Iniziative concrete ed immediate che il sindaco Enzo Salera intende mettere subito in campo per quel che riguarda il commercio.

Per questo motivo, questa mattina, su iniziativa dell’assessore al Commercio, Arianna Volante, l’Amministrazione Comunale ha incontrato, questa mattina, in sala Restagno i rappresentanti sindacali delle categorie dei commercianti e degli artigiani per la costituzione del “tavolo di crisi”. Presenti il sindaco, Enzo Salera, che, per sottolineare il rilievo dell’incontro, ha voluto esserci pur se per un tempo limitato perché impegnato in un sopralluogo per la maledetta frana agli argini del Rapido, la presidente del Consiglio Comunale, Barbara Di Rollo, l’assessore Emiliano Venturi, i consiglieri Edilio Terranova, Fausto Salera, Renato De Sanctis.

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Per le organizzazioni sindacali, Bruno ed Enrica Vacca (Confcommercio), Guido D’Amico e Maurizio Coletta (Confimprese Italia), Nino Rossi (Confederazione nazionale dell’arigianato).

L’assessore Volante ha detto subito che è suo intendimento istituzionalizzare il tavolo di crisi nell’ottica di un confronto costante con il sindacato, confronto che intende tener vivo per una attenzione particolare alle problematiche sia del commercio che dell’artigianato, come del turismo, ancor più necessaria per via del protrarsi della pandemia.

Il presidente di Confimprese D’Amico, nella sua qualità anche di membro della Camera di Commercio Latina-Frosinone, ci ha tenuto anzitutto a rilevare come l’approccio dell’amministrazione comunale alla complessa problematica dei settori da loro rappresentati sia quella giusta.

Ha richiamato il fatto che la zona del Cassinate sia per antonomasia la più consistente della provincia. Ma ha subito dopo messo il dito nella piaga: il 30% delle attività hanno chiuso i battenti, molte licenze sono state restituite, molte altre inattive, tutto il turismo in ginocchio. Ha parlato delle banche che devono esprimere un sentimento di vicinanza, delle provvidenze a fondo perduto che dovrebbero essere erogate ed ha lanciato l’allarme usura.

Un allarme ripreso da Bruno Vacca della Confcommercio, assieme alla esasperazione delle famiglie. Ha peraltro un nemico comune nella insufficiente consapevolezza in alcuni della gravità raggiunta dalla situazione. Ha individuato nella burocrazia il ritardo nell’arrivo dei ristori a chi ne ha diritto mentre le pratiche delle provvidenze sono da velocizzare. Ha proposto di chiedere al Governo lo snellimento delle

procedure e la costituzione di un osservatorio permanente nel nostro territorio con una puntuale informazione agli operatori. Ha lanciato l’invito a non cedere al catastrofismo ma ad una reazione unitaria.

L’esponente della Cna, Nino Rossi, ha espresso anch’egli apprezzamento per la scelta del confronto da parte dell’assessore e ci ha tenuto a rilevare come i problemi grossi di sopravvivenza non ce l’hanno solo i bar e i ristoranti, come si sarebbe portati ad intendere leggendo la stampa. Ed ha messo sul tavolo delle cifre precise, assai eloquenti: 4780 imprese attive ove sono impegnati 13.500 addetti o giù di lì. Ha richiamato le tante attività che ruotano attorno a Stellantis dove le cose non pare vadano in questo periodo particolarmente bene. Ha lamentato anch’egli la lentezza della burocrazia e il blocco degli investimenti da oltre un anno in qua.

La presidente Barbara Di Rollo ha comunque anch’ella richiamato l’importanza del tavolo di crisi, mentre il sindaco, Enzo Salera, ha partecipato ai presenti tutta la propria disponibilità e quella della sua amministrazione a venire incontro, come già fatto peraltro, ai settori economici in crisi. Ed ha richiamato dei numeri: un milione e 200 mila euro di minori entrate, un milione e centomila euro di maggiori spese. Il Covid al nostro Comune ha comportato sinora un costo di due milioni e trecentomila euro.

La riunione, di comune accordo, è stata aggiornata a venerdì 19 marzo allargando gli inviti agli istituti di credito. Si guarda alla creazione di un contenitore di solidarietà sociale.