Isola Liri, aumenta la tassa dei rifiuti. Di Pucchio sferza l’amministrazione

TERRITORIO – Il consigliere replica all’assessore: “Dal Piano Economico Finanziario si evince che il costo del servizio è aumentato, ciò che è diminuito è il costo che l’Ente può trasferire sulla collettività mediante gli avvisi di pagamento”

Nessuna diminuzione della tassa dei rifiuti. Per i cittadini di Isola Liri si prospetta invece un salasso. Lo dice il consigliere Antonella Di Pucchio replicando all’assessore. E siccome “carta canta” la Di Pucchio controbatte all’assessore citando il paragrafo 5.2 del Piano Economico Finanziario dove si evince che “ il costo del servizio è aumentato, ciò che è diminuito è il costo che l’Ente può trasferire sulla collettività mediante gli avvisi di pagamento”.

Argomenta Di Pucchio: “Nello specifico: la tariffa complessiva ammonta ad € 1.825.000 (ed equivale al costo del servizio); la  tariffa complessiva riconosciuta ammonta ad € 1.755.600 (ed equivale al costo trasferito sulla collettività);-il delta di costi non riconosciuto ammonta ad € 69.900 (questi costi non possono confluire nella determinazione delle tariffe, ma graveranno sul bilancio generale dell’Ente)”.


Il consigliere quindi spiega: “Il dato politico è che questa Amministrazione, in ambito gestione e raccolta rifiuti, continua a dimostrarsi fallimentare, basti pensare che nel 2014 il costo del servizio ammontava ad € 1.480.000 e oggi quel servizio costa alla cittadinanza € 1.825.000 (+ 23,31%), mentre l’obiettivo della raccolta differenziata era esattamente quello di garantire, al contempo, un servizio più rispettoso dell’ambiente e ridurre il costo gravante sulla collettività”.

Quindi la Di Pucchio accende i riflettori sui tempi di restituzione della somma in eccedenza versata dai contribuenti. “Nello specifico – dice – poichè l’Ufficio ha emesso gli avvisi di pagamento TARI garantendosi un gettito superiore ad € 1.755.600,00, dovrà rimborsare le somme versate in più dai cittadini.

Ebbene – conclude il consigliere – l’Amministrazione ha deliberato che il conguaglio relativo sarà ripartito in tre anni a decorrere dal 2021.Una scelta del genere è lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini e delle imprese, che mai come oggi, dovrebbero beneficiare di risparmi di imposte e tasse, mentre, in questo caso, è stato chiesto loro di versare di più, salvo poi vedersi restituite le somme in tre anni!”.