Le pagelle del 2020

I NOSTRI VOTI – Promossi e bocciati dell’anno più brutto dal dopoguerra ad oggi. Ecco cosa c’è da salvare per il 2021. Cosa si può migliorare. E quello che invece va immediatamente cestinato, prima che sia troppo tardi

Non è mai facile dare voti, soprattutto alla fine dell’anno. Al termine di quest’anno, poi, potrebbe apparire davvero ingeneroso criticare l’operato di chi ha avuto l’onore e l’onere di amministrare e, più in generale, della classe politica e dirigente del territorio. Ma appare evidente come la pandemia abbia esaltato competenze finora poco valorizzate. E allo stesso ha poi messo a nudo criticità talvolta nascoste e venute allo scoperto. Ci sembra quindi giusto tributare i giusti meriti a chi ha lavorato pancia a terra. E allo stesso modo spronare chi invece è apparso distratto e spesse volte impreparato.

Il 2020 è stato indubbiamente l’anno del Covid. Ma è stato un anno importante per il Cassinate anche sotto altri punti di vista. Abbiamo scelto 20 uomini-simbolo del 2020 che durante quest’anno si sono distinti: chi in positivo, chi in negativo. Abbiamo ricordato una serie di eventi che hanno riguardato la città di Cassino e più in generale il nostro territorio. Ecco i nostri voti

LUIGI MACCARO

C’è come l’impressione che le sue potenzialità non vengano valorizzate come è giusto che sia, nell’amministrazione di Enzo Salera. Eppure l’assessore alla Coesione Sociale è stato in trincea durante l’emergenza Covid e ha portato risultati concerti. Demos si va ritagliando un ruolo sempre più autorevole. In rampa di lancio per il 2021 VOTO 10

FRANCESCO CARLINO

Si è ritrovato a gestire 5 milioni di euro di finanziamenti ereditato dall’amministrazione D’Alessandro per quel che riguarda le opere pubbliche. Tutti i cantieri sono partito senza intoppi. Non era scontato, soprattutto in un anno così difficile. Ora ha il compito di mandare in porti gli altri finanziamenti ottenuti e, soprattutto, il multisala. Serve la stessa determinazione VOTO 9

MAURO BUSCHINI

Ha iniziato ad affrontare con la concretezza necessaria le problematiche del settore automotive. Ha seduto intorno ad un tavolo sindacati, imprese, Governo, Regione e comuni. Iniziano ad uscire proposte concrete, da quel tavolo. Che saranno preziose nel 2021 con la nascita di Stellantis dove la Francia avrà un peso maggiore rispetto all’Italia. Presidente operaio VOTO 8

ILARIA FONTANA

Ufficialmente è il parlamentare eletto nel 2018 a Cassino. Ha battuto alle urne Mario Abbruzzese. Ma da quel giorno non si sono più avute notizie dell’onorevole. Il suo partito ha fatto una battaglia per il taglio dei parlamentari e ora che il Cassinate rischia di non eleggere più un parlamentare non ha avvertito l’esigenza di dire la sua neanche con un mezzo comunicato stampa. Un posto su Fb. Un twett. Nulla di nulla. Non pervenuta. Speriamo che nel 2021 torni tra noi VOTO 3

CARLO MARIA D’ALESSANDRO

L’ex sindaco si è ripreso la scena. E le pedine. Adesso è lui ad avere il controllo sui consiglieri comunali di centrodestra. Il 2020 ha sancito il divorzio ufficiale con Mario Abbruzzese. E i fatti, per il momento, gli stanno dando ragione. Prepara il terreno per la rivincita. VOTO 8

GIUSEPPE GOLINI PETRARCONE

Non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande. Oscilla tra l’opposizione dura e pura insieme a Salvatore Fontana a momenti di alta politica mettendo in campo tutta la sua esperienza e il suo carisma. E sembra come non riuscire proprio a stare contrapposto al suo gruppo storico che ora sostiene Enzo Salera. Nel 2021 ricorre il decennale della sua storica vittoria con quel gruppo. Sarà l’anno del ritorno a casa? Decisione non più rimandabile VOTO 5

MARIO ABBRUZZESE

Resta incollato al seggio in Consiglio comunale con la vinavil. In senso metaforico, ovviamente. Anche perchè, a dire la verità, è spesso assente. Continua a divertirsi a dare le carte e a promettere un po’ a tutti la prossima candidatura a sindaco di Cassino. Sarebbe un gesto nobile, da parte sua, dopo 18 mesi, lasciare il seggio a Di Mambro. Perchè oggi rappresenta solo se stesso in Consiglio e non più l’intera coalizione di centrodestra. Un leader al tramonto VOTO 4

FRANCO EVANGELISTA

La sua gente, quello che lo vota convitamente da oltre dieci anni, neanche sa a quale partito appartiene. E poco gli importa se da Forza Italia passa alla Lega. O dialoga con Fratelli d’Italia. Perchè Franco Evangelista è uno di quei politici all’antica, tanto impegnato a risolvere i problemi dei suoi concittadini e tanto allergico alle liturgie di partito. La leggenda narra che al termine di ogni cena del centrodestra, mentre Mario Abbruzzese gusta il suo sigaro e dispensa consigli, Evangelista saluta tutti con la solita frase: “Devo andare a dormire, domani ho la sveglia presto, devo incontrare un sacco di persone”. Ce ne fossero di persone così in politica VOTO 8

GIOVANNI BETTA

L’epidemia ha esaltato ancor di più le qualità dell’ateneo di Cassino. Neanche un’ora di lezione è andata persa. Tutti i servizi sono stati erogati, anche in smart working. Il rettore non ha mai perso l’ottimismo che lo contraddistingue. E ha avuto ragione. L’orgoglio del territorio VOTO 8

IGOR FONTE

A ottobre del 2016, quando ancora bruciava la ferita per le elezioni comunali nel mese di giugno, ha dovuto dire addio alla politica. Ha dovuto iniziare una lunga battaglia legale dopo essere finito sotto indagine per il caso dei cosiddetti “voto fantasma”. Proprio lui: il ‘giustizialista’ della “Peppino Impastato”. Troppo ghiotta l’occasione per non massacrarlo mediaticamente. E quasi nessuno l’ha evitata. Fonte è stato quattro anni in silenzio. Senza mai replicare. Per lui hanno parlato i fatti: il 13 ottobre del 2020 è stato assolto con formula piena. Il 2021 sarà il suo anno: si prepara a risorgere come l’Araba fenice VOTO 7

L’ODIO SOCIAL

Sdoganato, ormai completamente. Il web è un mondo a parte. Senza regole. Sui social ognuno si sente in diritto di dare giudizi su tutto. Talvolta poco lusinghieri. Che tracimano, e di molto, la critica e la dialettica politica. “Prima o poi arriverà il momento – ha scritto qualche giorno fa Michele Serra su la Repubblica – nel quale capiremo di non avere reagito con abbastanza fermezza alla montagna di bugie e di calunnie che non sono più un’anomalia o una stravaganza, ma un elemento stabile della lotta politica. Molti dei bastonatori online ormai si firmano, tanto è radicata la convinzione dell’impunità. Ma le questioni di principio esistono: non è lecito mentire, non è lecito diffamare. Ed è giusto ribadirle prima che diventino un’opinione tra le tante, essendo invece un principio uguale per tutti”. Nel 2021 ripartiamo dalla buona educazione VOTO 2

CHIARA DELLI COLLI

Non facile gestire il commercio a Cassino dove ognuno gioca la propria partita e si fa fatica a fare squadra. Proprio per questo l’assessore al ramo avrebbe dovuto far sentire con più forza la sua voce. E mettere in campo azioni più incisive. Quella annunciata subito dopo la prima ondata riguardante lo shopping online è morta soffocata nella culla. Al commercio serve una svolta radicale, per non morire VOTO 5

EMILIANO VENTURI

Ha un assessorato molto “pesante” con deleghe all’ambiente e all’urbanistica. Ha la fortuna di avere il sostegno del neo consigliere comunale Gennaro Fiorentino e dell’ex delegato all’ambiente Riccardo Consales che, di fatto, è l’ottavo assessore della giunta Salera. Certo, nell’anno della pandemia era difficile mettere in campo una serie di azioni importanti. Ma adesso è importante spingere sull’acceleratore: piano urbano del traffico, isola pedonale, rigenerazione urbana. Non c’è più tempo da perdere VOTO 5

GINO RANALDI

Ha fatto un passo indietro per un suo possibile ingresso in giunta. Lo ha fatto per mantenere unita la coalizione. Si è ritagliato da subito un ruolo tutto politico come capogruppo del Pd. Un gruppo dove convivono varie anime e varie esperienze. Diverse culture: a partire dalla sua, socialista doc, e approdato al Pd solo di recente. Riesce a tenere sempre unito il gruppo di sette consiglieri con esperienza e determinazione Leader dentro e fuori il Consiglio VOTO 8

ROSA D’EMILIO

Una delle poche donne in prima linea nel mondo del sindacato. Lo fa con passione e abnegazione. E soprattutto con gli ideali. Sei anni fa la Fiom passò la notte di Capodanno fuori i cancelli come protesta simbolica. Un gesto forte. Un sindacato combattivo, che quest’anno ha saputo ben coniugare le proteste e le proposte Sindacalista d’altri tempi VOTO 7

ITALIA VIVA

All’inizio dell’anno i due consiglieri comunali di Cassino Salvatore Fontana e Giuseppe Golini Petrarcone, entrambi ex Pd, hanno aderito al partito di Matteo Renzi. Annunciando che presto il partito si sarebbe radicato anche con il circolo cittadino. Poi il Covid ha bloccato tutto. Di “Italia Viva” non si è avuta più alcuna traccia. Se non il dialogo con la Lega. Un po’ come i due Matteo nazionali. Italia morta VOTO 4

MARIA CONCETTA TAMBURRINI

Ha tenuto la barra dritta. Ha messo in campo tutta la sua esperienza di docente per confrontarsi con i docenti. L’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Cassino ha giocato un ruolo importantissimo nella fase delicata della riapertura della scuole e dei primi contagi. Superlativo l’impegno per l’inaugurazione della prima casa rifugio. La competenza al servizio del Bene Comune VOTO 7

ARIANNA VOLANTE

Ha dimostrato di avere stoffa. Anche se giovanissima, la consigliera dei Giovani Democratici si è già ritagliata un ruolo importante. Ha saputo fare passi indietro, ed ora è in credito con il Pd. Per lei si prospetta un ruolo di primo piano nella nuova segretaria del circolo. Del resto è il primo sponsor di Luca Fantini, quando quelli che ora lo osannano neanche lo conoscevano. Impegno e dedizione VOTO 8

ANGELA ABBATECOLA

Non si capisce per quale motivo continuare la guerra fredda con il suo collega di partito di Fratelli d’Italia Gabriele Picano. Angela Abbatecola però a una cosa non rinuncia: i suoi valori e i suoi ideali. Ha i valori della destra del Dna, e non li baratta. Probabilmente, tra i due, non è lei ad aver sbagliato partito. Nel segno di Giorgia VOTO 6

PAOLO IOVINE

Ha colto il Consiglio comunale di sorpresa, quando ha rassegnato le sue dimissioni. Ha dato una lezione di stile a tutti. Il suo discorso di commiato difficilmente verrà dimenticato. Ha detto che ha necessità di impegnarsi nel suo lavoro e che la politica non può essere un lavoro. Qualcuno, in sala, è sobbalzato dalla sedia, facendo il politico di professione. Nel nome del padre VOTO 9