Inquinamento a Cassino, Edoardo Grossi al contrattacco

POLITICA – L’ambientalista replica a D’Alessandro e all’ex consigliere Tortolano. Sui fatti del 2017 dice: “In quel caso l’unico merito è stato delle condizioni atmosferiche favorevoli”. E sulla centralina ironizza: “Allora mettiamola all’Albaneta”

L’ambientalista Edoardo Grossi

L’ambientalista Edoardo Grossi ne ha per tutti. Per l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro e per l’ex consigliere comunale Antoinè Tortolano. Al primo manda a dire che se nel 2017 Cassino non ha sforato i limiti previsti dalla legge il merito è solo delle condizioni meteo favorevoli. (LEGGI QUI: “No, caro Grossi, i sindaci non sono tutti uguali. Nel 2017 Cassino non era inquinata”). Sull’ubicazione della centralina dell’Arpa Lazio, invece, fa ironie per bacchettare l’amministratore che ha governato tra il 2011 e il 2016 con Petrarcone sindaco.

Tortolano aveva detto: “Se Cassino risulta la città più inquinata e dovuto semplicemente al fatto che la centralina che raccoglie le informazioni e situata al lato di una rotonda dove confluiscono 6 strade”. Grossi risponde: “Caro Antoine Tortolano, le centraline vanno posizionate dove si ritiene che la concentrazione di particolato sia maggiore, altrimenti se avessimo voluto sapere dove è più pulita l’aria l’avremmo installata all’Albaneta”.

All’ex sindaco invece manda a dire: “Caro Ingegnere D’Alessandro se nel 2017 Cassino non ha superato il limite non è certo grazie a lei ma sicuramente alle condizioni atmosferiche favorevoli. Lei come tutti gli altri non ha messo in campo alcuna misura di contrasto all’inquinamento atmoscfrico e per questo motivo fu depositato in Procura un esposto, forse ancora in corso di indagini. Il suo predecessore stessa cosa e attuale anche. Pertanto di tutto vi siete occupati meno di individuare qual è la fonte dell’inquinamento a Cassino”.

Quindi l’ambientalista precisa: “L’ordinanza numero 17 del 14 gennaio 2019 di D’Alessandro, ancora in vigore, era per contrastare l’inquinamento, ma nessuno ha mai controllato che venisse rispettata. Così l’ordinanza 2020 del sindaco Salera. I documenti sono stati fatti perchè lo impone legge ma nessuno li fa rispettare, eccetto io per quanto concerne i roghi agricoli”.