“Feccia della politica? O il sindaco presenta formale denuncia o chiederemo a Salera il risarcimento del danno morale”

CASSINO – Dopo i fuochi d’artificio in Consiglio comunale, parla l’opposizione. E invita il primo cittadino a recarsi in procura e a fare nomi e cognomi specifici, non un esposto contro ignoti

Dopo 24 ore di silenzio, l’opposizione alza la voce. Lo fa per replicare alle accuse che ieri il sindaco ha lanciato in Consiglio comunale contro la “feccia della politica”. Ha citato fatti e circostanze ben precise, il primo cittadino. Ha detto di aver già riferito quanto dovuto alle autorità competenti, ancor prima che alla massima assise cittadina. Ma in Consiglio non ha fatto alcun nome (LEGGI QUI: Botti di Natale in Consiglio comunale. Salera: “Smascheriamo la feccia della politica”).

I consiglieri comunali Giuseppe Golini Petrarcone, Francesco Evangelista, Salvatore Fontana, Massimiliano Mignanelli e Luca Fardelli quindi in una nota stampa evidenziano: “Il primo dovere di un sindaco è quello di rivolgersi, documenti alla mano, all’autorità giudiziaria nel momento in cui ravveda la presenza di eventuali soggetti dal comportamento illecito, in consiglio comunale. Denunciare attraverso alcuni media, la presenza di ‘feccia’ nel gruppi di minoranza, vuol significare puntare il dito contro tutti i consiglieri che siedono tra i banchi dell’opposizione. Mai un sindaco di Cassino ha usato un termine tanto spregevole nei confronti di colleghi ‘rivali’. Il dibattito politico può essere consentito ma ci sono dei limiti che non devono mai essere superati”.

Quindi i consiglieri lanciano l’aut aut: “Se il sindaco è certo che tra le fila della minoranza esistano persone che si comportano contro Legge, ebbene ha l’obbligo Istituzionale di presentare una formale denuncia e non contro ignoti e poi ha l’obbligo morale di riferire il nominativo di chi, con il suo comportamento irrispettoso, può ledere l’immagine di Cassino. Siamo pronti a prendere provvedimenti anche estremi nel caso in cui queste accuse dovessero essere comprovate e documentate. In caso contrario saremo costretti a procedere per le vie legali chiedendo al Sindaco (personalmente e non come Istituzione) il risarcimento del danno morale. Nel caso in cui il tribunale riterrà opportuno darci ragione, il risarcimento sarà interamente devoluto alle famiglie indigenti della città”.

P. S. Per dovere di cronaca nei confronti dei nostri lettori specifichiamo che la denuncia del sindaco non è avvenuta “attraverso alcuni media”, ma in pubblico Consiglio comunale. Alcuni media, tra cui il nostro, hanno poi riportato la notizia dopo quanto dichiarato in assise.
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