Ora Conte imita Merkel: si va verso il lockdown di Natale

NAZIONALE – Zona rossa o arancione dal 23 dicembre al 6 gennaio. Ma c’è chi spinge per limitare le restrizioni solo ai giorni festivi. Si studia il provvedimento e già domani potrebbe essere annunciato un nuovo Dpcm. Nervi tesi nel Governo. Il ministro Bellanova: “Non possiamo cambiare posizione come i gamberi”

Il premier Giuseppe Conte

Oggi gli esperti del Cts torneranno a riunirsi, dopo che il vertice di ieri è stato aggiornato. Poi toccherà a Palazzo Chigi sciogliere gli ultimi dubbi e decidere quali sacrifici chiedere ai cittadini durante le festività. Una cosa è certa: il Dpcm dello scorso 4 dicembre appare già superato. Nelle prossime ore, forse già domani o al più tardi giovedì, ne arriverà un altro. E regolerà le festività natalizie. Due gli scenari: o zona rossa in tutta Italia dal 23 dicembre al 6 gennaio, oppure uno stop solo nei festivi.

La valutazione su quali giorni è ancora da definire. Ma l’obiettivo – spiega una fonte di governo all’Ansa – è applicare il ‘modello Merkel’ che ha evocato un lockdown duro presentando misure anti-Covid più stringenti. Per quanto riguarda invece lo stop tra gli spostamenti nei giorni super-festivi si è deciso – sempre secondo quanto si apprende – di comprendere deroghe ma solo per i piccoli comuni.

La revisione in corsa – rivela il Corriere della Sera – ha innescato nuove tensioni, perché alla luce dei 12 mila nuovi contagiati i ministri Speranza, Boccia e Franceschini indicano la via del lockdown totale. Posizione che il commissario Domenico Arcuri ha sostenuto nel confronto tra gli scienziati e che Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia viva, contesta aprendo lo scontro sui ristori: «Non possiamo sempre cambiare posizione, come i gamberi. E non possiamo prendere misure che fanno saltare i conti economici, come la chiusura dei ristoranti a Natale. Perché li abbiamo fatti aprire? Ora hanno comprato la merce e li chiudiamo?».

Il governo insomma è di nuovo spaccato tra chi spinge per restringere le misure e chi alza la voce, per ricordare quanto sia importante il Natale per risollevare il commercio.