“L’unico nostro interesse è la salute pubblica, non c’entra la fede”

CRONACA – Gioventù Nazionale replica al responsabile del centro islamico di Cassino

Gli attivisti di Cassino di Gioventù Nazionale

“Conscio della replica data dal presidente del centro islamico “La luce” non posso, come Vicepresidente di Gioventù Nazionale nel Cassinate, esimermi dal rispondere a quanto detto, onde evitare eventuali strumentalizzazioni rispetto alla nostra semplice, ma non banale volontà di tutelare i nostri cittadini”. A parlare è Rocco Marzilli dopo che, dalle nostre colonne, il responsabile del centro islamico “La Luce” aveva fatto chiarezza sulla questione dei presunti assembramenti (LEGGI QUI: “Nel centro islamico di via Virgilio si prega rispettando rigidamente le norme”)

Gioventù Nazionale per il tramite del suo vice presidente evidenzia: “Nessuno ha mai voluto vietare in alcun modo il diritto al culto. Né tantomeno ha criticato i fatti avvenuti nell’ottica di un attacco alla fede islamica. L’unico nostro interesse in merito alla vicenda è la tutela della salute pubblica dei cittadini di Cassino, tutela che ha vacillato rispetto ai fatti di qualche giorno fa.


Foto e video lo dimostrano e non ci sono dichiarazioni che tengano. L’assembramento era sotto gli occhi di tutti, come il mancato distanziamento di un metro previsto dalle norme sanitarie. Siamo pronti a portare la documentazione agli enti preposti, quali la prefettura, per far constatare anche a chi di dovere la mancata osservanza delle regole anti covid.
Ci fa piacere che la giunta Salera tagli le siepi, ma non è necessaria una grande mente amministrativa per capire che per mandare avanti una città non basta un’opera di giardinaggio.

Questo maldestro assist a una giunta disastrosa e il millantare di mancanze di rispetto nei confronti degli altri è un semplice arrampicarsi sugli specchi. Si dovrebbe semplicemente fare “mea culpa” e lavorare.
Piaccia o meno, Gioventù Nazionale sarà sempre al fianco degli Italiani e sarà sempre pronta a tutelarli sotto ogni aspetto e ad ogni livello. Tutti hanno il diritto di pregare, certo, ma nessuno ha il diritto di infrangere le regole”.