Fca e indotto, il Covid non ferma le lotte sindacali

ECONOMIA – Si chiude un anno tremendo e se ne apre uno ricco di incognite per il settore automotive e per lo stabilimento di Cassino. L’addio a Giulietta e l’arrivo di Grecale. La fusione con Psa e l’area di crisi complessa. La Fiom avvia le assemblee in tutte le fabbriche

L’assemblea della Fiom in Fca venerdì 11 dicembre

Inutile sottolineare che l’anno che stiamo per lasciarci alle spalle è stato tremendo per tutti. Non fa eccezione, anzi, se possibile, le ripercussioni sono state ancora maggiori per quel che riguarda il settore dell’automotive. E quello che si aprirà è ricco di incognite: la speranza del nuovo modello, il Suv Grecale della Maserati, certo. Ma anche i timori per l’addio a Giulietta. E soprattutto per le “nozze”, ovvero per Stellantis: così si chiamerà il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione tra Fca e Psa. E sempre nel 2021 dovrebbe concretizzarsi il progetto a cui sta lavorando da qualche mese la regione Lazio, ovvero quello di istituire l’area di crisi complessa anche nel Sud della provincia di Frosinone, proprio per il settore automotive.

Sono tanti, insomma, i punti da affrontare. Per questo, nonostante il Covid e le restrizioni, la Fiom-Cgil ha già avviato le assemblee negli stabilimenti. La prima si è svolta ieri, nel piazzale dello stabilimento Fca. “E’ solo il primo passo, perchè, a partire dalla prossima settimana, altre assemblee si terranno nel rispetto delle normative, quindi sempre all’aperto e con il distanziamento, nelle fabbriche dell’indotto”. Rosa D’Emilio si dice soddisfatta dell’esito dell’assemblea di ieri in Fca: “Non solo una massiccia presenza in termini numerici, ma anche tanta voglia da parte degli operai di essere informati, si respira un clima diverso”.

L’assemblea della Fiom in Fca venerdì 11 dicembre

Uno dei punti affrontati in assemblea riguarda la Giulietta, ovvero come e dove verranno collocati i circa 500 operai che oggi lavorano su quella linea. Linea che, entro la fine dell’anno. . Quale destino attende tutti i lavoratori di Giulietta che una volta terminate le ultime vetture rischiano di essere in esubero? “Chiediamo che questi lavoratori vengano giustamente collocati sulle linee di Giulia e Stelvio e che non si aprano scenari ben più pesanti” hanno spiegato i metalmeccanici della Cgil.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre evidenziato che “Cassino è lo stabilimento del gruppo Fca dove le vendite sono crollate più che altrove. Il piano industriale che ci fu presentato nel 2018 come quello che avrebbe portato piena occupazione entro il 2021 è stato puntualmente smentite da un continuo ricorso agli ammortizzatori sociali e stagioni produttive che non hanno mai sortito l’occupazione che ci era stata promessa”.

E la settimana prossima si riparte dall’indotto. Il Covid non ferma la Fiom e la voglia di partecipazione degli operai.