Ciclabile, non facciamola finire in risate

OPINIONI – La lezione che maggioranza e opposizione possono trarre dopo il servizio di Striscia la Notizia . È l’occasione per mettere fine ai silenzi e fare chiarezza sul progetto. E per trasformare i “meme” in fatti concreti

Attesa come neanche fosse la pronuncia della corte suprema di Cassazione, la “sentenza” del Tg satirico di Canale 5 alla fine è arrivata: ha condannato l’operato dell’amministrazione comunale di Cassino per quel che riguarda la corsia ciclabile nel centro della città. Senza scomodare blasonati e importanti emittenti nazionali, noi, nel nostro piccolo, a pochi giorni dalla nascita di questo giornale già scrivevamo che “quella che si sta sperimentando al centro di Cassino non è una pista ciclabile. Sarebbe più corretto chiamarla corsia ciclabile. Ossia un percorso dedicato anche alle bici, non solo alle bici. Ed è un peccato. Probabilmente serviva più coraggio. Bisognava accelerare sul Piano Urbano del Traffico, realizzare un’isola pedonale permanente e contestualmente creare una vera e propria pista ciclabile: in sicurezza e con maggiore dignità per gli amanti della due ruote, per le famiglie che portano i bimbi in bici, per le associazioni che da anni si battono per avere una pista ciclabile in centro visto e considerato che le strade pianeggianti permettono di ospitare facilmente la pista”.

LA PICCOLA FIAMMA E L’OSCURITÀ

Dopo aver ripercorso le tappe degli anni scorsi con le promesse andate a vuoto, concludevamo dicendo che  “probabilmente – questo è il nostro augurio – con gli anni andrà migliorando. In ogni caso è meglio accendere una piccola fiamma, che maledire l’oscurità”. Scrivevamo queste righe due mesi fa: era l’undici di ottobre (ECCO QUI L’ARTICOLO INTEGRALE). In due mesi si sono susseguite critiche e polemiche. Sono stati attivati i canali giusti per portare in città le telecamere dei media nazionali. Che non hanno disdegnato, ovviamente, perchè chi fa questo lavoro sa bene che fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Pratica molto nota anche nel locale, soprattutto sui social: fa molto più audience la critica feroce, che quella costruttiva. E di questi tempi, poi, i click non si buttano via.

BISOGNAVA PARLARE PRIMA

Ora, intendiamoci: è evidente che si poteva dare al servizio del Tg satirico un “taglio” diverso. Chi fa questo mestiere sa bene anche questo. Ovvero si potevano accendere i riflettori su tutte quelle realtà che in Italia stanno iniziando a sperimentare le corsie ciclabili per incentivare la mobilità sostenibile e, tra queste, Cassino tra le prime (P.S. per l’esperto di Striscia che non aveva mai visto le strisce gialle: anche a Siracusa funziona così, anche in questo caso polemiche. Non perchè siano giuste le strisce gialle, noi non siamo esperti in materia. Ma gli esperti dovrebbero sapere che Cassino non è un unicum).

Chiaro: in quel caso sarebbe stata l’amministrazione comunale a postare il servizio del Tg a canali unificati e ad autocelebrarsi per aver attratto anche i media nazionali su un progetto innovativo. Quindi nulla c’è da meravigliarsi se le opposizioni usano tale video per scalfire l’immagine dell’amministrazione. Non si è mai visto un combattente che si rifiuta ad usare un’arma, del resto. Arma che tra l’altro può essere ben utilizzata perchè l’amministrazione non doveva attendere che l’inviata di Striscia andasse ad intervistarli – e lamentarsi del fatto che non ha salito le scale del Municipio – bensì doveva spiegare tre mesi fa alla città il progetto che stava sperimentando. Spiegarlo bene, proprio perchè innovativo. Spiegarlo alle migliaia di cittadini di Cassino, non ai milioni di telespettatori di Striscia che guardano quella trasmissione per divagare e farsi qualche risata (soprattutto di questi tempi), non per ascoltare le spiegazioni dell’amministrazione.

BASTA CON IL GIOCO DELLE PARTI

Ecco che allora la ribalta nazionale della vicenda, oltre che il solito e stucchevole gioco delle parti, può servire sia alla maggioranza che all’opposizione per fare due cose, oltre che le polemiche a distanza. Il sindaco Salera e coloro (assessori e consiglieri) che hanno lavorato al progetto, spieghino bene, in apposita conferenza stampa ai giornalisti di Cassino, non a quelli nazionali, in cosa consiste la sperimentazione, quanto tempo durerà, quali saranno gli step successivi, come si incastrerà con il Put, se ci sarà un’isola pedonale permanente nel progetto definitivo, i tempi e l’obiettivo finale. Se davvero esiste un progetto che va oltre la sperimentazione, qualora la sperimentazione abbia risultati positivi. Altrimenti hanno ragione i detrattori a dire che si tratta due strisce gialle tracciate per terra e che si stanno già scolorendo, perchè non tutti sono tenuti a conoscere quelli che sono i progetti in cantiere dell’amministrazione e se la corsia ciclabile è solo il punto di partenza o quello di approdo.

RISPONDERE CON I FATTI

L’opposizione consiliare, da parte sua,  abbandoni i richiami delle sirene dei detrattori per partito preso e, se non sarà convinta della bontà del progetto, o se tale progetto non verrà in tempi brevi reso noto,  non si limiti alle critiche o a ridere dei servizi andati in onda sulle reti berlusconiane (P. S. bene ha fatto l’ex assessore Benedetto Leone a evidenziare in un suo recente post su Fb che si tratta di reti berlusconiane, non stiamo cioè parlando propriamente di Report o di grandi trasmissioni d’inchiesta che, generalmente, non trovano casa a Mediaset).

Presenti quindi un progetto alternativo con allegati costi, preventivo di spesa e come recuperare eventualmente le somme dei parcheggi a pagamento se gli stalli, come probabile che sia, dovranno essere eliminati per realizzare la pista in maggiore sicurezza. Sennò finisce come la storia della raccolta differenziata durante l’amministrazione Petrarcone: oltre le polemiche e le foto ad effetto, il nulla. Il nulla cosmico!