Tutto come previsto: Cassino sparirà dal Parlamento

POLITICA – Dopo il taglio dei parlamentari si disegnano i nuovi collegi elettorali: i comuni del Cassinate accorpati a Terracina. La provincia di Latina sarà preponderante. Il sindaco Salera: “Sono le conseguenze disastrose del populismo e di riforme fatte da chi non conosce la Costituzione” [IL VIDEO DI A.PORCU]

Non certo un fulmine a ciel sereno, era inevitabile che con il taglio di 345 parlamentari sarebbe stata ridotta anche la rappresentanza dei territori. Da una prima bozza messa a punto dalla commissione tecnica si evince che Cassino perde il suo collegio uninominale e finisce accorpato a Terracina. Entro l’11 dicembre, le commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato dovranno esprimere il rispettivo parere.

A descrivere come sarà la situazione nel Lazio è stato Corrado Trento dalle colonne di Ciociaria Oggi. In cui evidenzia che “nel Basso Lazio sono 3 i collegi: uno di Latina (denominato U03), uno di Frosinone (denominato U04), uno di Terracina (denominato U05). Ma la sorpresa sta nella composizione di questi collegi. Nella porzione meridionale della Circoscrizione Lazio 2 sono stati definiti 2 collegi monoprovinciali. Quello di Latina è costituito dai cosiddetti Sistemi Locali Interi di Latina e Sabaudia e dal Comune di Aprilia. Quello di Frosinone è costituito dall’unione dei Sistemi Locali Interi di Sora e Frosinone. Mentre il quinto collegio, quello di Terracina, è interprovinciale (Frosinone-Latina). Ed è formato dall’unione dei sistemi locali interi di Terracina, Fondi, Gaeta, Formia e Cassino. Il 62% della popolazione di questo collegio appartiene alla provincia di Latina e il restante 38% alla provincia di Frosinone”.

Il collegio uninominale di Terracina (Lazio 2 U05) comprende 47 Comuni. E, come detto in precedenza, la provincia di Latina è prevalente. Ecco l’elenco: Acquafondata, Aquino, Arce, Ausonia, Belmonte Castello, Campodimele, Cassino, Castelforte, Castelnuovo Parano, Castrocielo, Cervaro, Colfelice, Colle San Magno, Coreno Ausonio, Esperia, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Pico, Piedimonte San Germano, Pignataro Interamna, Pontecorvo, Ponza, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Felice Circeo, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, San Vittore del Lazio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Apollinare, Sant’Elia Fiumerapido, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga, Spigno Saturnia, Terelle, Terracina, Vallemaio, Vallerotonda, Ventotene, Villa Santa Lucia e Viticuso.

Dunque, se questa bozza verrà confermata e se non cambierà la legge elettorale, sarà davvero difficile nel 2023 eleggere un deputato o un senatore del Cassinate. Il sindaco di Cassino Enzo Salera, che al Referendum dello scorso 20 settembre ha votato No, opponendosi al taglio dei parlamentari, ora dice: “Queste sono le conseguenze disastrose del populismo, di riforme fatte da persone che non hanno la più minima conoscenza della Costituzione e che, tra l’altro, non comporta neanche un vero risparmio”

Come ha evidenziato il direttore Alessio Porcu Cassino è stata accorpata con Terracina ed un bel po’ di altri Comuni della provincia di Latina: può scordarsi, a futura memoria, di eleggere un deputato o un senatore. (LEGGI QUI: Cassino senza difensori, ora è davvero tornata Martire)

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