“I lavoratori dell’Università hanno la retribuzione più bassa”

LA LETTERA – I sindacati sollecitano un incontro politico con il ministro Manfredi: “Il personale tecnico-amministrativo degli atenei è quello maggiormente penalizzato nel Pubblico Impiego”

Il segretario della Cisl-Università Francesco Cuzzi

Cgil, Cisl, Uil e Snals scrivono al ministro dell’Istruzione Manfredi sollecitando un incontro politico. “Facendo seguito alla nostra nota dello scorso 20 novembre con la quale è stata chiesta la convocazione di un incontro urgente per avviare, alla presenza del Ministro, un confronto sulle previsioni contenute nella bozza di Legge di Bilancio 2021 e sottolineando che, alla data odierna, alcun riscontro è pervenuto in merito, le scriventi OOSS sollecitano la convocazione del richiesto incontro anche alla luce del “modus operandi” con cui si sta pervenendo alla definizione della suddetta Legge.

Se le notizie in nostro possesso fossero confermate, ancora una volta, dovremmo registrare un atteggiamento chiaramente disattento alle politiche che attengono al personale degli Atenei statali, seppur in presenza di pregressi e precisi impegni anche assunti dal Presidente del Consiglio dei Ministri che attendono ancora attuazione da quasi due anni e ciò malgrado per l’Università e la Ricerca siano state in questi mesi stanziate risorse, dal Ministro stesso vantate, per un ammontare complessivo di oltre un miliardo di euro”.

I sindacati, all’unisono, precisano: “Riteniamo che il suddetto incontro possa essere utile a sgombrare ogni dubbio circa la reale volontà del Governo e del Ministro di investire sulla valorizzazione del personale del settore che attende risposte ormai da oltre 20 anni, durante i quali nell’Università si sono registrati significativi tagli lineari sia in termini di finanziamento ordinario che di risorse umane: ciò ha determinato un danno per l’intero Paese, stante l’inadeguatezza del finanziamento del nostro sistema universitario nel contesto internazionale ( ultimi in Europa per finanziamento dell’università pubblica in % di PIL), con conseguenze negative sugli studenti ( tassazione tra le più elevate + finanziamento tra i più bassi rispetto alle politiche sul diritto allo studio = penultimo posto in Europa come laureati sotto i 35 anni) e sul personale, che in questo decennio ha visto diminuire i dipendenti di ruolo di 30.000 unità (da 130.000 a 100.000 ), con un corrispondente aumento, a livello inaccettabile, del numero di lavoratori precari.


Questo contesto non è certamente estraneo a quanto si è determinato rispetto al personale
tecnico amministrativo, che ha subito un blocco sostanziale di qualsiasi possibilità di riconoscimento professionale e che detiene la retribuzione media più bassa tra tutti i comparti del pubblico impiego. Se effettivamente c’è la volontà di ricominciare ad investire in questo settore ciò non può prescindere dal cominciare a dare soluzione anche alla grave situazione di chi lavora nelle università e, rispetto alle problematiche che attengono l’ordinamento professionale e la flessibilità sui fondi del salario accessorio, che sono connesse con il rinnovo del CCNL, le risposte servono ora, in questa Legge di bilancio e il resto, i buoni propositi, le dichiarazioni, rimarranno solo parole al vento e il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro porteranno la responsabilità di un atteggiamento ipocrita, che condannerà il personale in questa situazione per almeno altri tre anni.

Siamo certi che il Ministro vorrà chiarire ufficialmente nel suddetto incontro quali politiche di
investimento e di valorizzazione del personale universitario intende sostenere con i provvedimenti legislativi in corso. È superfluo evidenziare che se le scriventi OOSS nell’ambito del richiesto incontro non avranno le auspicate risposte dal Ministro, sarà inevitabile l’attivazione di tutti gli strumenti volti alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università e di sollecitazione dell’opinione pubblica atteso che un settore strategico come quello universitario riveste una parte importante per il futuro dell’intero Paese.