Storm tracks, un museo verde a cielo aperto [FOTO GALLERY]

LA NOVITÀ – L’attivista di Cassino Pasquale Pinna propone un progetto per valorizzare i sentieri “dimenticati” di Montecassino in cui c’è tutta la storia Romana, Benedettina e bellica. L’obiettivo è quello di creare un “Parco Sportivo Naturalistico Culturale”

Luoghi che raccontano la storia del territorio, della guerra e della distruzione, della rinascita, luoghi abbandonati. Luoghi che, invece, possono diventare meta di turisti e ricercatori, di amanti della storia e dello sport. “Ho iniziato ad appassionarmi a questo Monte – dice l’attivista Pasquale Pinna – nel maggio del 2016, riscoprendo un sentiero dimenticato, una strada che da Montecassino scende a San Silvestro, passando per la Rocca Janula.

Un sentiero che ho esaminato insieme ad esperti di storia locale per cercare di intercettarne il percorso originale. In quel periodo facevo gare ed escursioni in Freeride mtb, e nelle mie escursioni montane “vedevo piste dappertutto” ma in quel canale ho visto qualcosa in più! Ho subito pensato al turismo, ho ritenuto da subito che quel sentiero potesse diventare un’attrazione turistica, un’opportunità importante per tutta la città”.

QUANDO TUTTO E’ NATO

Racconta Pinna: “Quella che da subito ho avuto in mente è una pista da “downhill” che i riders potrebbero affrontare dopo essere saliti con navette o pedalando, e questo vuol dire presenza di turisti e appassionati di questo sport da tutta Italia, si da tutta italia perchè a differenza dei Bike Park dolomitici, qui a Cassino non ci sarebbero impedimenti di stagionalità, ad esempio neve, e di conseguenza una ripercussione positiva su tutto l’indotto turistico 12 mesi su 12, lavoro per le guide turistiche e per chiunque sia in grado di inventarsi e proporre attività nella zona, dai contest fotografici ai raduni oltre alle gare.

Non perdo tempo e contatto l’ente Parco dei Monti Aurunci e l’allora Assessore Riccardo Consales per fare un sopralluogo e verificare con loro l’esistenza del percorso dimenticato, dove oltretutto avevo scoperto un antico cippo crucisignato.

La risposta dell’ente Parco non si è fatta attendere e c’è stato un primo sopralluogo.

Le voci sul sentiero cominciarono ad arrivare ad associazioni varie del territorio, ambientalisti ed esperti di storia locale che mi hanno contattato e che sono venuti a vedere con i propri occhi il percorso ed il cippo”.

QUI SI FA LA STORIA

Argomenta ancora l’attivista di Cassino: “Su quelle guglie di rocce e canali scoscesi c’è tutta la storia Benedettina e ancor prima, la storia Romana, la storia bellica. Comincia così a farsi strada nella mia mente l’idea della creazione di un grande “Parco Sportivo Naturalistico Culturale”.

L’opera di riqualificazione può essere l’evento stesso, coinvolgendo università, scuole, associazioni, creare un gruppo di studio e poi magari tra qualche anno godremmo di tutte quelle mulattiere aperte dove si potranno, sui vari percorsi, posizionare dei totem che raccontano quello che è accaduto proprio in quel punto nei precedenti periodi storici”.

I SENTIERI DELLA TEMPESTA

Le incognite, però, non mancano. Spiega Pinna: “Tutta la zona andrebbe sminata e, dopo un altro sopralluogo importante con esperti del parco, ho contattato una società di sminamento bellico che ha già bonificato diverse aree proprio sul quel territorio, dagli ordigni rimasti inesplosi. Il costo per l’operazione è di circa 15mila euro ogni 5 km di percorso. E i km sono in totale circa 60.

Nei giorni successivi, galvanizzato dalla cosa, realizzo una brochure che racconta il mio sogno “Stormtrack”, questo è il nome che vorrei dare alla prima pista che ho individuato. Il cambio di amministrazione comunale, purtroppo, pose un freno al percorso che avevo intrapreso con gli enti.

Sono trascorsi un paio di anni, ma per me quel sogno è rimasto nel cassetto ed ora è tempo di rispolverarlo, di cercare alleati per realizzarlo perché non ho intenzione di rinunciare. Il prossimo passo sarà una lettera a tutti gli enti preposti per invitarli a realizzare questo sogno insieme a me. Storm tracks, “Sentieri della tempesta” potrebbe raccontare ai visitatori la storia romana, e quella Benedettina.

Studiando prima sulle mappe antiche e poi grazie ad archeologi ed amici architetti e geologi, con le guide del parco, ed il comune di Cassino ho ricercato questi sentieri, 60 km di sentieri che evidentemente dopo i bombardamenti risultano essere scomparsi, inghiottiti. In alcuni punti però trovo il muricciolo che delimita la curva del sentiero, un piccolo muretto di sassi che mantiene il tracciato in una zona un po’ scoscesa, poi tra due muri di case divelte dalle bombe riconosco un passaggio del borgo, più sotto una scaletta antichissima che ci collega al quartiere di San Silvestro, un cippo crucisignato che scopro incredulo, qui c’era un antico confine di Montecassino”.

ENTE PARCO DEGLI AURUNCI E COMUNE IN CAMPO

La situazione attuale non rende giustizia alla sua storia, agli eventi che hanno visto protagonisti quei sentieri. Ecco perchè Pinna intende scendere in campo.

E spiega: “La mia coscienza civile mi spinge a proporre una rivalutazione di questo territorio. Aprire la vegetazione, riesumare queste vecchie mulattiere e, ovviamente, procedere con lo sminamento. Devo dire che anche in questo caso appena ho contattato Ente Parco degli Aurunci ed il Comune di Cassino ho trovato disponibilità immediata e ne sono entusiasta.

Sarebbe importante la collaborazione magari anche di imprenditori e attraverso una campagna di crowdfunding (una raccolta di fondi) potremmo avere le risorse necessarie a bonificare tutto il percorso.

Subito dopo una politica turistica adeguata e aggregante potrebbe vedere lavorare allo stesso progetto anche tanti giovani, l’Istituto agrario di Cassino, ad esempio, associazioni sportive, archeologiche, Università.

Perché, come già detto, diversi sono i campi di interesse legati al percorso che potrebbe diventare teatro di rievocazioni storiche, gare di mountain-bike, maratone, contest di fotografia e di pittura e mille altre cose.

Con una adeguata segnaletica che guidi i visitatori attraverso la storia, insomma un grande museo verde a cielo aperto.

E’ un sogno enorme quello ho, ma – conclude Pinna – se diventa il sogno di tanti è possibile realizzarlo e tutta la città ne gioverebbe”.

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