Fare pedagogia in casa

[RUBRICHE – PIANETA BIMBI] In casa si può fare pedagogia impegnando i bambini nelle semplici e quotidiane azioni casalinghe. Per loro è motivo di crescita e di acquisizione di nuove competenze, per i genitori è una maniera per fare educazione e insegnare loro tante cose attraverso l’esempio pratico

di Elisa Di Bello

I bambini di ogni età vogliono sentirsi coinvolti nelle cose che li riguardano. Mostrano impazienza nell’imparare e nel riuscire nei piccoli compiti e lavori quotidiani.
Appaiono soddisfatti quando riescono in autonomia a portare a termine una sfida di abilità. Pensiamo a cosa può essere per loro riuscire a mangiare da soli, allacciarsi le scarpe, piegare una maglietta, riporre gli oggetti nello scaffale alto, sistemare un gioco rotto, rifare il letto, scrivere la lista della spesa. Ad ogni età corrispondono abilità e competenze differenti, che vanno stimolate e incoraggiate per consentire la crescita.


Oggigiorno i genitori sono molto attenti al benessere dei figli; tanto le madri quanto i padri si preoccupano del loro sviluppo armonioso e si attivano per dare loro sempre maggiori possibilità culturali. I genitori sono i modelli da imitare, sono gli esempi a cui si fa riferimento in positivo e in negativo per tutta la vita.


In un esperimento sull’apprendimento sociale condotto dal famoso psicologo americano Bandura nel 1963, si osserva che il potere dei genitori sui loro figli contribuisce all’inclinazione dei bambini ad imitare le loro madri e i loro padri. Questo studio aiuta a capire un importante aspetto dello sviluppo del bambino: l’identificazione dei più piccoli con con i loro genitori, il processo per il quale adottano le loro caratteristiche di comportamento e di atteggiamento.
A volte anche le famiglie sono attente ad una pedagogia in casa, alcuni si adoperano al fine di contribuire a stimolare lo sviluppo cognitivo oltre che fisico dei propri figli. Il tempo passato in casa dovrebbe più spesso essere utilizzato attivamente per fini pedagogici.
Maria Montessori era convinta che i genitori avessero “l’obbligo di essere continuamente in funzione di esempio” per i figli.

La casa per la maggior parte di noi è il luogo in cui ci si sente più a proprio agio. Certamente per i bambini rappresenta il nido, il luogo sicuro per eccellenza. Intanto perché è il primo posto al mondo che conoscono, e poi perché crescendo imparano ad esplorarla a fondo e ne apprezzano tanto i pregi quanto i difetti.
Per ogni bimbo la propria casa è un modello: fisicamente gli insegna a muoversi nel suo spazio e mentalmente a categorizzare gli oggetti e a farli corrispondere ad un dato ambiente. Psicologicamente è il nostro porto sicuro.


Crescendo si impara automaticamente a rispettare regole implicite di questi spazi: si mangia in cucina e si dorme in camera.
Man mano che i bambini crescono si può e si deve renderli partecipi alla vita familiare. Bisogna condividere con loro scelte e cambiamenti, poiché costituiscono parte sostanziale della famiglia. È bene renderli partecipi di alcuni momenti, ad esempio dell’arredo della loro cameretta oppure dell’acquisto di una nuovo oggetto, o se vogliamo organizzare una cena con degli amici. Queste piccole cose rendono impliciti ai bambini un’infinità di concetti: un televisore nuovo in salotto, ad esempio, vuol dire condividere uno spazio, saper attendere il proprio turno, riconoscere a quell’oggetto un valore economico specifico.
È bene coinvolgere i più piccoli in tutte le attività domestiche, anche perché loro lo fanno davvero volentieri. Dal cucinare insieme, ad apparecchiare la tavola, per poi sparecchiare e riporre i piatti in lavastoviglie. Per gli adulti è un compito scontato e a volte noioso, ma per i piccoli è una continua realizzazione nelle “cose dei grandi”.


Tutto ciò che riguarda la sfera delle loro cose personali dovrebbe necessariamente coinvolgerli: decidere come vestirsi e prepararsi gli abiti del giorno successivo, riporre i vestiti da lavare nell’apposita cesta. Come anche stendere la propria biancheria e riporla nei cassetti una volta asciutta. È molto divertente per i bambini passare l’aspirapolvere, e ancor di più lavare il pavimento della propria cameretta, magari giocando con l’acqua!
Proponendo attività corrispondenti al proprio interesse e al loro desiderio di fare esperienza, aiutiamo il bambino ad approfondire le proprie conoscenze e a sviluppare sempre maggiori competenze.


È ovvio che tutto questo non deve avere alcuna imposizione da parte dell’adulto, deve essere svolto nella totale libertà di sperimentazione, in autonomia completa, mentre i grandi stanno a guardare e restano al loro fianco per dare approvazione e sostegno.
A questo proposito ricordiamo le parole della Montessori quando dice che “è palese che l’adulto, con la continua sorveglianza, con gli ammonimenti ininterrotti, con i suoi comandi arbitrari disturba e impedisce lo sviluppo del bambino. Si soffocano così tutte le forze buone che stanno per germogliare”.
L’autonomia è un processo che va acquisito lentamente, con pazienza. È molto gratificante riuscire da soli in un compito. E poterlo sperimentare sin da piccoli, nel luogo più intimo che c’è, con il sostegno dei propri genitori è una fortuna che si augura a tutti i bimbi!