Prevenzione e contrasto dello spaccio: parte il progetto “Scuole sicure”

LA GIORNATA – Il Comune di Cassino ottiene oltre 20.000 euro. L’Ente di piazza De Gasperi fa il punto anche sulle tariffe Acea e la sanità all’indomani della Consulta dei sindaci. Tutti i dettagli

Le firme in calce al documento da parte del Prefetto, Ignazio Portelli, e del Sindaco, Enzo Salera, hanno sancito, ieri pomeriggio, il protocollo d’intesa denominato “Scuole Sicure 2020 -2021”. Al Comune di Cassino è stato concesso un contributo di 21.363,65 Euro per la realizzazione del progetto finalizzato  alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici.

Il progetto era stato presentato dal Comune il 31 Agosto scorso e in data 15 settembre aveva ottenuto il parere favorevole  del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il contributo previsto verrà erogato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Le scuole della città interessate al progetto sono: Scuola del Colosseo di piazza Piave e le tre scuole medie  “Di Biasio”, “Conte”, “Diamare”.

Le direttrici dell’intervento prioritario lungo le quali si articolano le azioni specifiche del progetto prevedono l’ampliamento dell’attuale sistema di videosorveglianza di sicurezza urbana che fa capo alla centrale operativa della Polizia Municipale. Questo verrà integrato con quello già esistente attraverso telecamere di ultima generazione che ampliano il raggio di visualizzazione a zone limitrofe agli istituti scolastici, quali possibili zone di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Sono previsti altresì percorsi formativi di prevenzione e sensibilizzazione del disagio e della devianza legati al consumo di droga, d’intesa con le istituzioni scolastiche e gli uffici speciali comunali, da effettuare attraverso un ciclo di incontri settimanali con gli studenti delle scuole aderenti al progetto.

Il Comune si è impegnato a produrre specifici report mensili sull’attività svolta e dovrà poi produrre una relazione finale su quanto fatto.

TARIFFE ACEA E CONSULTA

Il Comune di Cassino, tramite una nota stampa, fa poi il punto anche su altre questioni amministrative

Convocata dal sindaco Enzo Salera, ma presieduta dal vice sindaco, Francesco Carlino, per un sopravvenuto concomitante impegno con la Prefettura da parte del  primo cittadino di Cassino, si è tenuta ieri pomeriggio, in sala Restagno, la riunione della Consulta dei sindaci del Cassinate. 

Il primo punto esaminato ha riguardato le problematiche del servizio idrico gestito da Acea. In particolare i ritardi negli interventi di riparazione, l’assenza di investimenti, l’esosità delle tariffe.

Riguardo agli interventi, pressoché unanimi sono state le lamentele dei sindaci circa l’esagerato, intollerabile spazio di tempo che passa dal momento della segnalazione di un guasto alla rete idrica, al momento dell’ intervento da parte dei tecnici. Una situazione, ha riferito più di qualche primo cittadino, aggravatasi ancor più nell’ultimo periodo, in coincidenza con alcuni spostamenti di personale decisi dall’Azienda, sul cui operato, nel rigoroso rispetto dell’autonomia gestionale, comunque nessuno ha ritenuto di dover entrare.

Quella del sindaco di Aquino, Libero Mazzaroppi, è stata la sola voce levatasi ad esprimere, rispetto alla manutenzione, piena e totale soddisfazione. Ha detto che ogni richiesta di intervento nel suo Comune viene soddisfatta in tempi brevissimi. Ciò ha provocato la reazione di altri, come il sindaco di Viticuso, Edoardo Fabrizio, o come la delegata del Comune di San Giovanni Incarico, l’assessore Isabella Corsetti, la quale ha fatto notare che se così stanno le cose, vuol dire che Acea osserva una inaccettabile e condannabile disparità di trattamento. Per il suo, come per altri Comuni, infatti, non si può dire la stessa cosa, ma tutt’altro, ha rilevato.  

Lamentele e critiche si sono sollevate dall’assemblea riguardo al totale blocco di investimenti per il miglioramento della rete cui fa da stridente contrasto l’esosità delle tariffe che, dati alla mano, risultano le più alte della Regione Lazio. Addirittura del 7,7% rispetto alla media romana, quasi fosse la provincia di Frosinone “una mucca da mungere”, hanno ripetuto alcuni.

Alla fine della discussione su questo primo punto i sindaci hanno votato all’unanimità la richiesta di tenere in tempi brevi una nuova Consulta, chiedendo però che partecipino i dirigenti Acea romani, “cui forse viene rappresentata una realtà un po’ diversa da quella effettiva”, ha rilevato qualcuno. “Dal confronto, in genere – ha detto Messore, sindaco di Sant’Ambrogio – nasce anche una soluzione”.    

Il secondo punto dell’ordine del giorno ha riguardato i malati Covid in isolamento domiciliare e più in generale la problematica sanitaria del territorio. E’ emersa la necessità di una urgente sollecitazione affinché ai sindaci arrivi il tracciamento dei dati Covid dei rispettivi Comuni in maniera precisa e tempestiva. Cosa che al momento non sarebbe così, come lamentato da molti di loro.

Chiesta, anche per la Sanità, la convocazione della Consulta con la presenza del nuovo direttore generale della Asl, dott.ssa Pierpaola D’Alessandro.