Le pagelle di domenica 1 novembre

PAOLO IOVINE

Il 30 ottobre 2020 si è scritta una pagina importante per il Comune di Cassino. L’autore è Paolo Iovine, giovanissimo consigliere comunale. Eletto nella lista civica “Salera sindaco”. Ha annunciato le sue dimissioni per dedicarsi alla sua attività lavorativa. Perchè, ha spiegato, “non avrebbe senso venire qui ad alzare la mano”. Paolo Iovine ha restituito dignità alla Politica intesa come servizio. Non avendo più tempo per fare la Politica, ha preferito non restare a fare il politico. Come ogni sorpresa, ha lasciato tante persone spiazzate. E se da una parte ha ricevuto un coro di complimenti, da sinistra ma anche dal campo avverso, c’è anche chi ha però sollevato qualche perplessità. Una dietrologia, ci perdonerà il consigliere (ufficialmente lo è ancora fino al 2 novembre quando protocollerà le dimissioni), che è legittima. Perchè in un mondo e in un territorio in cui si fanno carte false per avere incarichi politici, quando ci si trova davanti a delle dimissioni, appare difficile che siano sincere.

Quindi il non detto di alcuni è: “Figuriamoci se lasciava la poltrona e non ha già qualche altro posto assicurato!” Probabilmente lo avrà anche, non lo sappiamo. Probabilmente hanno ragione i detrattori. Probabilmente sarà stata anche una finta. Probabilmente avrà trovato di meglio. Ma deve essere qualcosa di davvero importante per non sfruttare al massimo i cinque anni di amministrazione per guadagnare visibilità e prestigio e costruire una carriera politica. Ad oggi l’unica certezza è che ha avuto il coraggio di dimettersi. E se ne trarrà vantaggi indiretti e “sotto banco” – come qualcuno vocifera – allora le dimissioni quasi valgono doppio: in un momento storico nel quale l’Italia è piena di amministratori che a tutti i livelli ottengono vantaggi derivanti dalla loro attività politica e nel frattempo continuano a manovrare le leve del potere.
Buona fortuna, Paolo!

VOTO 8 

GIOVANNI BETTA

Quando la parola “smart working” era sconosciuta, una pratica quasi inesistente a livello nazionale e ancor più a livello territoriale, l’Università di Cassino già collaudava il tele-lavoro. Il lockdown e l’emergenza sanitaria non hanno dunque minimamente scalfito l’Unicas e il rettore Giovanni Betta non ha avuto problemi ad accogliere le richieste dei sindacati  per potenziare ancor di più il lavoro agile. Senza minimamente far venir meno i servizi per gli studenti. Stesso discorso vale per la didattica: l’Unicas non si è fermata durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria di marzo ed ora eroga i corsi sia sulle piattaforme online che in presenza. Si sono svolti regolarmente tutti i test d’ingresso, le prove di Medicina e il Tfa del sostegno.

 La settimana scorsa sono andate in porto le elezioni anche per eleggere i rappresentanti degli studenti. E su una comunità di 8.000 persone i contagi, ad oggi, non superano le dieci unità. Il rettore Giovanni Betta coordina il tutto con l’ottimismo che lo contraddistingue. Oggi termina il suo quinto anno di mandato e inizia il countdown: tra 365 giorni esatti si insedierà il suo successore. L’sos Covid non lascia spazio al “toto nomi” e l’emergenza sanitaria scoppiata proprio sul finire della campagna immatricolazioni non aiuta per lo scatto finale. Ma certamente il nuovo rettore troverà un ateneo virtuoso, l’ottimismo di Betta è più contagioso del virus.
Unicas vera eccellenza

VOTO 7

EDILIO TERRANOVA

Il presidente della commissione bilancio ha redarguito i consiglieri di minoranza, Petrarcone, Fontana, Mignanelli e Fardelli per aver votato contro la variazione di bilancio approvata venerdì dal Consiglio comunale di Cassino che permetterà alla città di avere 5 milioni di euro per la messa in sicurezza e la realizzazione di importanti opere. Difficile dare torto al consigliere, ad una prima lettura. Edilio Terranova è uno di quei consiglieri che svolge il suo ruolo con passione e abnegazione e difficilmente usa toni sopra le righe. Questa volta le sue critiche all’opposizione sono parse però un po’ ingenerose. Per due motivi: anzitutto perchè l’indirizzo politico di  come impegnare quei fondi è stato legittimamente dato dalla maggioranza.

Non si può pretendere che l’opposizione fosse d’accordo, magari preferiva intervenire in altri settori. Dopodichè non si può parlare di irresponsabilità perchè nulla è andato perso per colpa dell’opposizione: che si è limitata soltanto a fare il suo ruolo. Si dirà: l’opposizione poteva “volare alto” e approvare quella variazione di bilancio all’unanimità anche se non concorde perchè si tratta comunque di opere che aiutano la città. E’ vero, avrebbe potuto. Così come avrebbe potuto farlo lo stesso Terranova quando votò contro il piano triennale delle opere pubbliche e la variazione di bilancio apportata dall’ex sindaco D’Alessandro nel quale c’erano i 5 milioni per le scuole.
Maledetto gioco delle parti

VOTO 5