Coronavirus, 370 casi in 8 mesi. Dal Covid al Pd, passando per la ciclabile: Salera a tutto campo [VIDEO INTERVISTA]

L’INTERVISTA – Alla data odierna sono 216 i positivi in città. Il sindaco: “Noi favoriamo la sanità privata? Speculazioni politiche”. Le ipotesi sul lockdown. Poi le questioni amministrative e l’annuncio dei lavori: a metà novembre parte il cantiere del cimitero. “Le critiche sulla pista? Ognuno ha bisogno di uno sfogatoio”. Sul congresso dem avverte: “Noi cerchiamo l’unità, se non ci sarà non è colpa nostra”. Infine fa volare giù dalla torre due capigruppo in Consiglio comunale. E salva Abbruzzese!

di Alberto Simone

“Questa amministrazione strizza l’occhio alla sanità privata a discapito di quella pubblica? Speculazioni politiche. Il Pd? Stiamo tentando di ricostruirlo, anche coinvolgendo chi ha preso strade diverse per loro scelta, non certo per nostra. L’azione amministrativa? Abbiamo avuto sei mesi di paralisi, adesso pian piano stiamo cercando di rimetterci in cammino: a partire dai concorsi e dalle assunzioni” Nella prima intervista a LeggoCassino.it il sindaco di Cassino Enzo Salera affronta tutti i temi di più stretta attualità e non si sottrae neanche al gioco della torre. Butta giù due capigruppo in Consiglio comunale e colpisce il punta di fioretto l’ex segretario del circolo dem Marino Fardelli.

Sindaco, partiamo dai numeri del Covid: com’è oggi la situazione?

“Dal 2 marzo, quando si è verificato il primo contagio, abbiamo avuto complessivamente 370 casi, 145 di questi si sono negativizzati, 9 i deceduti. Attualmente dunque abbiamo un totale complessivo di 216 positivi di questi 6 sono ricoverati ospedalizzati, gli altri sono in isolamento domiciliare. In quest’ultima settimana il trend è sceso leggermente rispetto ai numeri delle settimane precedenti, negli ultimo 4 giorni abbiamo avuto un incremento di circa 20 casi rispetto ai 50 della scorsa settimana ma la diffusione continua, bisogna fare ancora molta attenzione”.

Si parla con insistenza di un nuovo lockdown. Crede che ci sarà?

“Nell’ultima riunione con i sindaci della regione Lazio abbiamo discusso solo della chiusura anticipata, per il resto non abbiamo nulla oltre le indiscrezioni. Fortunatamente per adesso la situazione è ancora sotto controllo, invito però i cittadini a non affollare il pronto soccorso”.

A proposito di ospedale: vi accusano di strizzare l’occhio alla sanità privata. Perchè?

“Queste sono mere speculazioni politiche, c’è stato un potenziamento dei medici del Santa Scolastica. C’è un problema di personale che però non riguarda solo Cassino ma tutti gli ospedali d’Italia”.

Che colpe ha il Governo per ritrovarci ora in questa situazione. Anche anche a Cassino si poteva fare qualcosa di più o di diverso quest’estate?

“Come sindaco io rispondo a quelle che sono le direttive che vengono dal Governo. Ci sono voci contrastanti: quest’estate anche gli esperti ci dicevano che c’era la necessità di far ripartire l’economia. Non dimentichiamoci di tutti quelli che durante il lockdown della scorsa primavera protestavano perchè le misure erano particolarmente restrittive e c’era il collasso di alcune attività. E’ facile criticare, ma quando ti ritrovi ad amministrare le cose sono molto più difficili”.

Intanto, nonostante il Covid, l’attività amministrativa va avanti: su cosa si sta lavorando?

“Abbiamo avuto una paralisi di sei mesi e probabilmente si aggiungerà un altro stop, però non abbiamo tralasciato quelli che erano gli obiettivi fondamentali: per i concorsi, se non ci saranno ulteriori blocchi, entro fine anno speriamo di fare tutte le assunzioni. Abbiamo inoltre affidato il bando per la gestione della Rocca Janula, del Manzoni, abbiamo lavorato sull’efficientamento energetico, riapertura dell’Historiale. In primavera, lockdown permettendo, avvieremo un’altra serie di azioni. Una cosa su cui mi sono particolarmente battuto è stato  lo sblocco del cantiere del cimitero di San Bartolomeo: entro metà novembre, dopo le festività, partiranno finalmente i lavori. Siamo riusciti a sbloccare una situazione delicatissima”.

E a proposito di opere c’è la corsia ciclabile che ha suscitato molte critiche. E’ pentito?

“Assolutamente no. L’importante è che si ha la visione dell’interesse collettivo e non l’interesse dei singoli. Noi abbiamo visto quel progetto adattato alle ultime modifiche del progetto del codice della strada e deve essere anche un modo per far crescere la cultura dell’utilizzo della bicicletta e di una mobilità più sostenibile. La sola presenza di quelle strisce ci fa pensare che noi possiamo andare in questa città in bicicletta. Poi è ovvio che le cose vanno migliorate. Le critiche passeranno, ognuno ha bisogno del proprio sfogatoio”.

Via Lungofiume Madonna di Loreto e finanziamenti ministeriali. Quali sono i tempi? Quali le novità?

“Nel 2019 abbiamo ottenuto 5 milioni di euro dal ministero degli Interni per il dissesto idrogeologico;  nel 2021 abbiamo in programma di rifare due ponti, uno addirittura risalente alla seconda guerra mondiale. Dopo 62 anni stiamo finalmente intervenendo per mettere in sicurezza via Lungofiume Madonna di Loreto, non era mai avvenuto prima. Non solo: abbiamo di recente fatto un sopralluogo con la regione Lazio per la pulizia del fiume. I lavori già sono partiti e continueranno fino al mese di dicembre. In tre anni metteremo in campo lavori per 15 milioni di euro”.

E poi c’è la politica: il Pd fatica a trovare l’unità. Quando ci sarà il congresso?

“Ci siamo dati una scadenza per celebrare il congresso: entro e non oltre il 30 novembre. Noi ragioniamo con tutte le forze in campo del partito. La mia idea è quella di fare una lista unitaria a tutti i costi. Certo,  il problema è che non siamo stati noi a distaccarci dal partito, ma sono stati altri. Quindi la volontà di altri, che sono una minoranza, non deve vincolare quelle che sono le scelte della maggioranza. Abbiamo già ricostruito tantissimo. Vogliamo far avvicinare all’azione amministrativa alcuni che hanno preso strade diverse per loro scelta, non certo per nostra: vedremo se questo sarà possibile. Se ci saranno ulteriori strappi certamente non dipenderà da noi”.

E chiudiamo con il ‘gioco della torre’. Chi butta giù tra il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio?

“Luigi Di Maio, senza alcun dubbio”.

Il leader di “Cambiamo” Mario Abbruzzese e il capogruppo della Lega Franco Evangelista?

“Sono avversario storico di Abbruzzese, ma sicuramente con Mario Abbruzzese si può ragionare di politica”.

L’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro e l’ex consigliere regionale Marino Fardelli?

“Non butterei nessuno, anche se c’è qualcuno che continua a dire che è fuori dalla politica. Mi sembra un po’ la favola della volpe e dell’uva”.

Il vice sindaco Francesco Carlino e il capogruppo del Pd Gino Ranaldi?

“Per simpatia butterei Gino Ranaldi!”.

GUARDA L’INTERVISTA SU FACEBOOK