Fca ai tempi del Covid: diminuiscono produzione e operai. Aumenta solo la cassa integrazione

SINDACALE – Nei primi nove mesi dell’anno il Gruppo pedre il 27% rispetto al 30 settembre del 2019. Lo stabilimento di Cassino è quello che si difende meglio ma lavora al 10% delle potenzialità e i lavoratori sono passati da 4.300 a 3.400. Oggi gli operai tornano sulle linee e i sindacati si riuniscono in video conferenza. La Fim-Cisl: “La riduzione di 900 dipendenti non è bastata a ridurre l’utilizzo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull’indotto sono altrettanto pesanti”

Nonostante il Covid e una vettura, Giulietta, che sta per uscire di produzione, nel 2020 Cassino è uno degli stabilimenti che meglio si difende nell’emorragia di Fca che dal primo gennaio al 30 settembre ha perso circa il 27% delle vendite rispetto alle vendite dei primi nove mesi dello scorso anno. Emerge da un report della Fim-Cisl: “Secondo i dati da noi rilevati – si legge nella nota del sindacato – nei primi mesi del 2019 erano stati prodotti tra autovetture e furgoni commerciali circa 631.200 unità, contro le 462.424 del 2020. Il duplice effetto della pandemia, blocco delle produzioni durante il lockdown e flessione nella domanda sul mercato, ha certamente causato gran parte della riduzione dei volumi. 

Naturalmente la riduzione in termini di unità prodotte è stato maggiore per gli stabilimenti che erano in una fase di maggior carico produttivo. Nell’ultimo trimestre anche negli stabilimenti di FCA si è riscontrato il rimbalzo produttivo, che ha consentito di recuperare gli effetti negativi del primo semestre. La ripresa produttiva nel terzo trimestre è dovuto ad una ripresa del mercato anche grazie agli incentivi più corposi e strutturati, messi in campo dal nostro paese e in molti paesi europei.

Il terzo trimestre colora di speranza la parte finale di questo pessimo anno. I segnali ci sono verso un miglioramento della situazione produttiva. In molti stabilimenti non si utilizzano più gli ammortizzatori sociali: Melfi, Sevel e lo stesso Polo produttivo. Anche nel sito campano l’effetto incentivi ha portato un incremento della turnistica per rispondere alla domanda in particolare di Panda con motorizzazione ibrida, si è passati a 12 turni sui montaggi e 18 turni sullo stampaggio da fine aprile a fine settembre. Per Melfi e il Polo produttivo di Torino invece siamo di fronte agli effetti del completamento degli investimenti del piano industriale con la partenza delle produzioni di Jeep Compass e 500 BEV.

CASSINO PERDE MILLE DIPENDENTI

Gli ammortizzatori sociali continuano invece nello stabilimento di Cassino che complessivamente, nel calo complessivo di Fca, è però quello che meglio si difende. Nella nota diffusa dal sindacato si legge: “La flessione sui volumi produttivi caratterizza dal 2017 la situazione dello stabilimento di Cassino”.

“Anche nel 2020 continua la situazione di flessione, aggravata dal fermo produttivo per il lock-down. Il 2017 aveva rappresentato l’anno della crescita dei volumi Alfa Romeo trainati dalla salita produttiva di Giulia e Stelvio, situazione che poi non è stata sostenuta dalle richieste di mercato. Nonostante allo stabilimento di Cassino siano assegnate tre vetture, la Giulia, Stelvio e Giulietta, i volumi sono ben lontani dalla sua capacità produttiva.

Nei primi 6 mesi dell’anno, complice anche la situazione di lock-down sono state prodotte circa 14.000, pari al 10% della sua capacità produttiva nel semestre. L’anno precedente, che era comunque stato un anno con molta Cig la produzione nei primi 6 mesi era stata di circa 30.000 vetture. C’è molta attesa per il nuovo Suv Maserati Grecale, ma altrettanta preoccupazione rispetto al fine produzione di Giulietta. La produzione del nuovo Suv Maserati Grecale molto probabilmente non partirà sulle linee di produzione prima dell’agosto 2021. 

Entro 2020 finirà invece con molta probabilità la produzione della Giulietta. La parte rilevante degli investimenti partirà all’inizio 2021. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo c’è stata una riduzione di 900 dipendenti, passando da circa 4300 a 3.400 e questo non è bastato a ridurre l’utilizzo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull’indotto sono altrettanto pesanti”.

SULLE LINEE E IN RIUNIONE

Proprio questa mattina, intanto, sono rientrati in fabbrica tutti i dipendenti dello stabilimento: dopo una settimana di cassa integrazione sono tornati sulle linee anche gli addetti alle linee di Giulia e Stelvio, oltre che quelli impiegati sulla linea di Giulietta. E sempre oggi  si svolgerà in videoconferenza l’incontro tra tutti i sindacati degli stabilimenti mondo di FCA, al centro della discussione la fusione tra i gruppi FCA e PSA e le prospettive del futuro gruppo Stellantis.

“Riteniamo indispensabile aprire una discussione con il futuro gruppo Stellantis, sul prossimo piano industriale, che sicuramente verrà presentato a margine del compimento della fusione. Per noi – conclude la nota della Fim-Cisl – è  fondamentale puntare a mettere in sicurezza gli stabilimenti sia sul piano occupazionale che di sviluppo per il futuro”.