Marco Ricci dona il dipinto di Paolo VI alla chiesa di San Giovanni [FOTO E VIDEO]

CASSINO – Ieri la cerimonia e una standing ovation per il giovane che ha realizzato l’opera. Le congratulazioni di Sarah Grieco al presidente de La città che vorrei: “Oltre a portare avanti iniziative e battaglie per la nostra città, tutti i ragazzi dell’associazione hanno mille risorse e talenti nella vita privata”

Marco Ricci, giovane di Cassino già noto per le sue attività con l’associazione “La città che vorrei” di cui è presidente, ha donato ieri alla chiesa di San Giovanni un’opera raffigurante Paolo VI. Applausi a scena aperta durante la cerimonia e tanti complimenti all’artista per il dipinto realizzato e donato alla chiesa di San Giovanni.

Perchè è stato donato proprio alla chiesa di San Giovanni? Era il 1964 quando Paolo VI si recò a Montecassino per proclamare San Benedetto Patrono d’Europa. Durante la discesa dal Monte Sacro fece visita ad una nuova chiesa, edificata da poco e la consacrò. Si trattava proprio della chiesa di San Giovanni.

Oggi il legame tra il papa e santo e la Chiesa di San Giovanni trova il suo suggello grazie al lavoro di questo giovane artista. In occasione del restyling della chiesa Marco Ricci ha voluto donare alla sua comunità questa splendida opera, raffigurante il santo, così come ritratto sulla sua tomba.

Una cerimonia molto partecipata quella di sabato sera, finita con un lungo applauso e tanti ringraziamenti da parte dei parrocchiani di San Giovanni Ricci, prima che la tela venisse svelata, ha preso la parola, spiegando, con una punta di orgoglio il suo lavoro, che è stato poi benedetto dal parroco, don Giovanni.


Presenti anche Sarah Grieco e i ragazzi de “La città che vorrei” , di cui Ricci è proprio il presidente. “Sono molto fiera di Marco, così come di ognuno dei ‘miei ragazzi’ dell’associazione. Sono davvero speciali: oltre a portare avanti iniziative e battaglie per la nostra città – spiega Sarah Grieco – hanno mille risorse e talenti nella vita privata. La passione per la pittura, come Marco, ma anche per la fotografia, la musica, la ricerca. Mi reputo molto fortunata a poter condividere con loro il mio impegno civile. “

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