Covid, venerdì nero: in Fca altri quattro casi. Due contagi anche all’Unicas

CASSINO – Nel tardo pomeriggio la comunicazioni di altri operai postivi al reparto lastratura e al montaggio. L’orgoglio del rettore Betta: “Ecco come stiamo facendo per tenere la situazione sotto controllo in ateneo. Un docente è già guarito”

Un venerdì nero per quel che riguarda i contagi. In provincia di Frosinone risultano essere cento i positivi al tampone: il Covid non risparmia nessuno, dai bambini delle scuole – molte chiuse o con classi in isolamento – agli anziani. E soprattutto ora “gira” molto tra gli adulti, nei contesti lavorativi: pochi minuti fa dall’azienda più grande e importante della regione Lazio, ovvero lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, è giunta la comunicazione di altri quattro operai positivi. Due sono impiegati al reparto lastratura, due sulla catena di montaggio. Vanno a sommarsi a quelli di ieri sera e a quelli che sono emersi nei giorni precedenti: da quando è emerso il primo caso, era giovedì 1 ottobre, ad oggi, sono 16 in totale gli operai risultati positivi al Covid 19 in Fca: la media di uno al giorno. Dalla catena di montaggio al reparto presse a freddo e presse a caldo, passando per lastratura, verniciatura e sottogruppi, quasi nessun reparto è stato risparmiato.

Non si è sviluppato però nessun focolaio all’interno dello stabilimento che conta circa 4.000 addetti: si tratta di casi tutti collegati a link esterni. In ogni caso oggi è stato l’ultimo giorno di lavoro, lunedì scatta un’intera settimana di cassa integrazione sulle linee di Giulia e Stelvio e due giorni di stop anche su Giulietta.

E il virus arriva anche all’interno dell’Università di Cassino: ad oggi non risulta essere contagiato nessuno studente che frequenta l’Unicas. Risultano invece essere positivi un docente ed un dipendente del personale tecnico-amministrativo. Entrambi nelle ultime settimane sono entrati in contatto con poche persone quindi non si sono registrati particolari problemi per il tracciamento. Non solo. C’è anche un terzo caso: si tratta di un docente che però si è già negativizzato.

“Questo caso – spiega il rettore Betta – è emblematico del fatto che attuando bene tutti i protocolli non solo si può evitare il diffondersi del virus ma si riesce anche rapidamente a guarire. Per una comunità di 600 dipendenti e 8.000 studenti avere al momento un docente già guarito, uno positivo ed un solo contagiato tra il personale tecnico-amministrativo mi sembra un ottimo segnale di un sistema attento al rispetto delle regole. Tutti gli studenti portano la mascherina, potranno dunque capitare casi sporadici ma seguendo bene le regole si evita che possa svilupparsi qualche focolaio. E noi ci stiamo riuscendo mantenendo comunque “viva” l’Università non solo con la didattica ma anche con qualche evento. Ma nel massimo e più severo rispetto del protocollo in essere”.