Cassa integrazione in Fca, Quadrini chiede alla Regione di intervenire subito

ECONOMIA – Il Presidente del Gruppo Provinciale di Forza Italia si mostra seriamente preoccupato per la filiera del settore automotive ed in particolare per le fabbriche dell’indotto

Gianluca Quadrini

Nuove  cassa integrazione per lo stabilimento FCA di Piedimonte San Germano. Il Presidente del Gruppo Provinciale di Forza Italia, Gianluca Quadrini, si mostra seriamente allarmato da questa condizione e chiede alla Regione di prendere provvedimenti per far fronte a questa enorme crisi occupazionale.

In una nota Quadrini afferma – “Sembrava che la grave crisi che dal 2017 vede protagonista l’intero indotto, con la notizia della produzione firmata Maserati, finalmente stava per smorzarsi, nonostante l’arrivo del  Covid abbia messo in difficoltà la situazione dei migliaia di lavoratori. E invece oggi, purtroppo, si torna a parlare di nuovo di cassa integrazione, di famiglie in difficoltà, di un’economia locale sempre più in sofferenza e di conseguenza persiste una forte  preoccupazione per le sorti del nostro territorio. A questo quadro già così buio si unisce poi la notizia, di qualche giorno fa,  della presenza di due casi risultati positivi al Covid all’interno dello stabilimento. Insomma, la filiera dell’automotive, già in crisi prima dell’emergenza sanitaria, subisce in quest’ultimo periodo un’accelerazione con un crollo occupazionale che continua a coinvolgere tutto il Lazio Meridionale.”

“La situazione è molto allarmante e i dati non sono sicuramente confortanti” – Continua il Presidente Quadrini – “Le fabbriche dell’indotto, collegate alla produzione dello stabilimento FCA, vivono momenti difficili. Personalmente considero preoccupante, tanto quanto la situazione che vive il territorio, il mancato intervento delle istituzioni. Più volte, la Regione è stata interrogata e sollecitata ad intervenire. Non si possono lasciare i nostri giovani, i lavoratori in balia dell’incertezza. Bisogna tutelarli e per far si che ciò accada  bisogna studiare un piano che favorisca l’intera filiera dell’automotive e che riconsideri la capacità dei livelli occupazionali. Solo così si riuscirà ad avere la consapevolezza che le azioni messe in campo oggi determineranno il futuro del nostro territorio e dei nostri giovani.”