Cervaro, presto un info point di Acea. Zambardi all’attacco sulle pale eoliche

TERRITORIO – Il sindaco Marrocco incontra i vertici della società che gestisce il servizio idrico e annuncia le novità. Intanto il consigliere di opposizione incalza sugli altri progetti e dice: «Bisogna evitare lo scempio ambientale»

Il comune di Cervaro

Il Sindaco di Cervaro Ennio Marrocco ha incontrato il Presidente di Acea Ato 5 Pierluigi Palmigiani e l’Amministratore Delegato Roberto Cocozza. E’ stato un momento di confronto cordiale in cui il primo cittadino ha esposto la sua visione con il gestore del “servizio publico”, mettendo subito in chiaro la tutela degli interessi dei cittadini e la salvaguardia del territorio.

«Presto – ha detto il Sindaco Ennio Marrocco – sarà attivato a Cervaro un info point Acea Ato 5.  Siamo pronti a collaborare con Acea , ma con un solo ed unico obiettivo: il bene della comunità cervarese. Sotto tutti i punti di vista, sia quello relativo alle tariffe e sia quello della garanzia di un servizio essenziale. Su questo non transigeremo e non faremo sconti a nessuno, nemmeno ad Acea. L’info point rappresenta comunque un risultato importante per il nostro paese ed un primo traguardo raggiunto da questa amministrazione a pochi giorni dalla sua elezione».

Intanto il consigliere di opposizione Otello Zambardi va subito in pressing sulla maggioranza. E in merito alle pale eoliche dice: «In merito alla realizzazione di 5 pale eoliche che dovrebbero essere installate da una società privata, il Comune di Cervaro non ha ancora pubblicato il progetto di impianto eolico, né ha fornito le informazioni della pubblicazione dell’avvio del procedimento nel proprio albo pretorio informatico con il progetto, così come disposto dalla Regione Lazio. Ho sollecitato le Associazioni ambientaliste del territorio per attivarsi al fine di evitare il deturpamento della flora e della fauna esistente nel sito prescelto. A parere dello scrivente, dette pale eoliche, oltre a non apportare nessun beneficio ai cittadini di Cervaro, né all’Ente Comune, avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, andando ad occupare 50 ettari di terreno agricolo. Deve essere evitato questo ulteriore scempio ambientale che distruggerebbe ancora il territorio in considerazione delle ulteriori opere, quali strade e opere di accesso, che devono essere realizzate per raggiungere il sito».