Le pagelle di domenica 27 settembre

RUBRICHE – La conferma dei sindaci, un Sì che non risolve nulla e Mario che risorge come l’Araba fenice

Anselmo Rotondo

Anselmo Rotondo è stato riconfermato alla guida del comune di Pontecorvo dopo una lunga e difficile campagna elettorale. Ha ringraziato tutti i cittadini che non si piegano al potere. A nessun potere. La vittoria di Rotondo fa il paio con quella della maggior parte dei sindaci del territorio e di alcuni presidenti di Regione (vedi Zaia e De Luca) che sono stati premiati non tanto per la loro appartenenza politica. Ma perchè sono stati in prima linea durante i mesi difficili del lockdown e dell’emergenza sanitaria. Non si  sono mai risparmiati, sono gli amministratori che direttamente si interfacciano con i cittadini.

Spesse volte le loro richieste vengono ignorate da Roma, loro devono comunque far fronte a quelle che sono le esigenze della cittadinanza. Hanno dovuto pianificare la ripartenza delle scuole e decidere quello che era più logico ma a cui nessuno si era interessato nel Governo: ovvero riaprire gli istituti direttamente dopo le votazioni perchè tornare in classe per tre giorni dopo sei mesi di chiusura era una scelta poco ragionata, per usare un eufemismo. Il risultato elettorale di lunedì dimostra che i sindaci hanno operato bene in questa fase e la continuità amministrativa è stata dunque premiata. A Pontecorvo ancora di più, nonostante gli sfidanti “di peso”.

VOTO 8

Mario Abbruzzese

Provano a liberarsi della sua ombra, ma a Cassino sembra non possa esistere un centrodestra senza Mario Abbruzzese. Nei giorni scorsi ha messo attorno ad un tavolo i referenti cittadini di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ha siglato la pace con Rossella Chiusaroli. Ha voluto dimostrare che è ancora lui a dare le carte nel centrodestra. Venerdì è arrivata una dura invettiva da parte del movimento “Liberi e Forti”. L’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro, appare ormai evidente, sta consolidando il suo gruppo per candidarsi nuovamente a sindaco.

E siccome Mario Abbruzzese è consapevole che dovrà arrivare il momento della sintesi e del chiarimento anche con lui, ha lasciato cadere nel vuoto quelle invettive senza scavare ulteriori fossati. Perchè sa che serve un centrodestra unito per tornare a vincere e le polemiche nella coalizione sono vento in poppa per Salera, dunque non è il caso di aprire ferite a Cassino per le elezioni di Cervaro. E nonostante faccia il finto disinteressato di ciò che accade sul territorio dedicandosi ai grandi temi nazionali, è più che mai concentrato sulla sua città.Con buona pace di chi lo dava politicamente morto. Araba fenice.

VOTO 6

Ilaria Fontana

La vittoria del Sì al Referendum non ha sorpreso più di tanto, era abbastanza scontata. A Cassino la percentuale dei No è stata più bassa di quella ottenuta a livello nazionale. Ha avuto coraggio il sindaco Salera a schierarsi in una battaglia difficile, quasi impossibile da vincere. Per alcuni referenti del M5S si tratta di una sconfitta del sindaco in quanto la città non ha raccolto il suo appello a votare No. In realtà non c’è stato alcun appello, solo una dichiarazione fatta in un convegno a tre giorni dal voto: una campagna referendaria seria parte almeno tre mesi prima, non tre giorni prima. Appelli sono stati invece fatti, dal sindaco e non solo, per le tante criticità del territorio di cui ci sarebbe bisogno dell’impegno dei parlamentari. Una su tutte: il settore automotive.

Nei prossimi mesi andrà a compimento la fusione tra Fca e Psa. Cosa succederà a Cassino? Quali prospettive per lo stabilimento? L’indotto è a rischio? Il sindacalista della Fiom-Cgil Michele De Palma nei giorni scorsi ha giustamente incalzato il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli e ha detto: «Al Ministro Patuanelli che continua a “seguire”, chiediamo l’apertura di un confronto sul settore strategico per l’industria del nostro Paese: l’automotive». Il ministro Patuanelli è espressione del M5S. Sul territorio la parlamentare eletta del M5S nel collegio di Cassino è Ilaria Fontana. Un suo interesse, un sollecito al ministro, sarebbe auspicabile. Salvaguardare un settore strategico del territorio che dà lavoro a migliaia di persone spetta soprattutto ai parlamentari. Qualunque sia il loro numero poco importa. Fontana lasci un segno concreto della sua attività, non bastano le forbici.

VOTO 5