L’autunno caldo di Fca: in arrivo nuova cassa integrazione e uno sciopero

ECONOMIA – A ottobre quattro giorni di stop per gli operai, in mattinata l’annuncio della dirigenza ai sindacati. Il 30 settembre il sit-in ai cancelli per chiedere sicurezza in fabbrica

Gli operai dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano

Questa mattina la dirigenza dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano ha comunicato nuova cassa integrazione per il mese di ottobre, si tratta della cosiddetta “cig-Covid”, ovvero gli ammortizzatori sociali concessi dal Governo per fronte all’emergenza economica post-lockdown. I cancelli resteranno chiusi nei giorni 1, 2 e 5 ottobre. Il primo e il due ottobre lo stop riguarderà tutti e tre i modelli (Giulia, Giulietta e Stelvio), lunedì 5 ottobre invece Giulietta lavora, ed è ferma la linea di Giulia e Stelvio. Continuerà a lavorare regolarmente anche il reparto presse.

Per Fca si preannuncia un lungo autunno caldo: il 30 settembre è infatti in programma uno sciopero indetto dal sindacato di base FlmU-Cub per chiedere sicurezza in fabbrica. La data non è casuale: è il giorno in cui ricade l’anniversario della morte di Fabrizio Greco,rimasto vittima di un incidente in fabbrica il 30 settembre del 2019. Lo sciopero sarà così articolato: il primo turno sciopererà dalle ore 12,00 alle ore 14,00 con uscita anticipata e il secondo turno sciopererà dalle ore 14,00 alle ore 16,00 con ingresso posticipato. Il sindacato di base ha fatto appello anche alle altre organizzazioni e alle istituzioni del territorio per aderire alla manifestazione.

Le buone notizie per Fca vengono invece dalle prospettive future: nel 2021 partirà infatti la produzione del Suv Grecale della Maserati che andrà a sostituire: dopo dieci anni, entro la fine del 2020 la vettura uscirà fuori produzione. Anche la fusione con il gruppo Psa e la nascita di Stellantis fa sperare in un avvenire meno cupo e le prospettive per il rilancio ci sono tutte: Stellantis infatti intende puntare tutto sui marchi di lusso Alfa Romeo e Maserati che hanno “casa” a Cassino. Ma il futuro è tutto da vedere: quello che si tocca con mano è il presente, all’insegna della cassa integrazione e dei dati di vendita ogni mese con il segno “meno”, soprattutto per quel che riguarda il marchio Alfa.