Referendum, a Cassino il Sì al 73%. Martini esulta: «La città vuole guardare avanti»

ELEZIONI – L’esponente del Movimento Cinque Stelle si gode il successo per la riforma voluta dal suo partito: «Gli appelli per il No dell’amministrazione comunale sono andati a vuoto». Regionali, oltre la Campania anche Puglia e Toscana vanno al Pd: la partita con il centrodestra finisce in parità. Zingaretti canta vittoria e rafforza la sua leadership. Domani l’esito delle comunali: sale l’attesa a Cervaro e Pontecorvo

In attesa dei risultati delle regionali dove dai dati parziali si prevede un pareggio (Marche, Liguria e Veneto al centrodestra; Campania, Toscana e Puglia al centrosinistra), ci sono i primi dati quasi definitivi per quel che riguarda il referendum. Quando sono state scrutinate 60.000 sezioni su 61.122 è netta la vittoria del Sì con il 69,60% delle preferenze, mentre il No si ferma al 30,40%. Nel Lazio il Sì è fermo a quota 65% (35% il No) e in provincia di Frosinone finisce invece 75% a 25%. 

A Cassino sono state scrutinate tutte le 33 sezioni. Questi i risultati finali: su 28.463 elettori chiamati alle urne, si sono recati ai seggi 11.224 persone (poco meno del 40%). Il Sì ha ottenuto 8.142 voti, pari al 73% e il No 3.011 (27%). Hanno votato No il sindaco Enzo Salera e tanti assessori e consiglieri di maggioranza appartenenti al Pd, che non hanno seguito le indicazioni del partito. Quindi all’interno dei dem si fa sentire la voce di chi già nei giorni scorsi era schierato a favore del Sì. L’intervento più duro è quello di Giuseppe Martini del Movimento Cinque Stelle, già candidato sindaco alle scorse comunali, che canta vittoria e a Salera manda a dire: «Nonostante gli appelli di molti dell’attuale maggioranza,  Cassino ha deciso di guardare avanti».

Intanto sale l’attesa per le comunali: domani si provvederà allo spoglio delle schede, sale l’attesa a Cervaro e a Pontecorvo. Intanto il segretario del Pd e governatore della regione Lazio canta vittoria e dopo aver ottenuto la vittoria in tre regioni e al referendum, rafforza la sua leadership nel partito.