L’asilo nido ai tempi del Covid

VISTO DA DENTRO – Il virus che ha stravolto le nostre vite. La paura e l’ansia dei genitori che devono fare i conti con le incertezze e la burocrazia. I bimbi che hanno bisogno di essere accolti. I protocolli rigidi che cambiano le abitudini ma non frenano le emozioni e la voglia di ripartire. L’educatrice racconta il rientro in aula dei più piccoli

di Elisa Di Bello

Quando una mamma saluta il proprio bimbo e lo lascia per la prima volta al nido difficilmente trattiene le lacrime. Il papà no, magari non si lascia andare, ma lo vedi dagli occhi quello che prova. Le emozioni che accompagnano i genitori quando portano i bimbi all’asilo nido sono quelle che delineano il primo distacco dall’ambiente familiare e sono vissute spesso tra paure, dubbi, incertezze. L’anno che ha appena preso il via è segnato da domande che si sommano a tutti questi sentimenti tipici dell’inizio del nido, per cui si viene a creare una mescolanza che va affrontata con grande lucidità. Nei mesi del lockdown e in quelli successivi le famiglie si sono sentite spesso lasciate indietro, soprattutto dalle istituzioni che troppe volte hanno dimenticato persino di citare l’asilo nido nella lista delle agenzie formative rivolte ai minori.


Il riscatto non ha tardato ad arrivare: mentre le scuole primarie e secondarie ancora devono riaprire le porte, noi ci siamo dimostrati pronti ad incontrare decine di bambini già dai primi di settembre. E così bimbi e genitori, felici di varcare quei cancelli, seppur con mille dubbi, sono stati accolti da una corazzata di educatrici sorridenti, dietro una mascherina che non nasconde gli occhi. Il periodo da affrontare è senza dubbio impervio, incerto ma non manca l’entusiasmo e la determinazione nel riappropriarsi di quello spazio condiviso dove a crescere sono gli adulti insieme ai più piccoli.


I protocolli richiedono attenzione e pazienza: all’attuazione, la teoria necessita di un adattamento pratico. Il rapporto scuola famiglia oltre al Patto di corresponsabilità deve nutrirsi di una fiducia nuova. Ma al di là del sostegno alla genitorialità, l’attenzione più grande in questa fare così delicata, per noi resta la stessa di sempre e va prestata ai bambini che cercano tutte le accortezze, le sensibilità, le attenzioni per sentirsi parte di questo nuovo ambiente e costruire così una relazione positiva con le persone che si occuperanno di loro quando mamma e papà andranno a lavoro. Su questa prima esperienza di ingresso nella società si formerà la base emotiva dell’adulto, sarà il primo tassello di un puzzle che costituirà la vita relazionale dell’individuo.

Auguriamo ad ogni bimbo un buon inizio di vita formativa!