Referendum, ecco come voteranno i sindaci del Cassinate e della Valle dei Santi

POLITICA – Tra 48 ore si aprono i seggi per il voto sul taglio dei parlamentari. Amministratori del territorio divisi tra chi crede che la riduzione comporterà una mortificazione della rappresentanza e voterà No e chi invece è ligio alle regole di partito e sponsorizza il Sì. Qualcuno è ancora indeciso o preferisce non esprimersi

Dopo che il primo cittadino di Cassino Enzo Salera è uscito allo scoperto annunciando il suo No al Referendum di domenica e lunedì sul taglio dei parlamentari, LeggoCassino.it ha raccolto i pareri e le dichiarazioni dei sindaci del comprensorio E a dimostrazione che si tratta di un argomento trasversale c’è una certa sintonia tra sindaci di destra e di sinistra, ma allo stesso tempo si registrano divisioni all’interno degli schieramenti. Lo vediamo a Cassino dove il sindaco del Pd Enzo Salera ha preso ufficialmente le distanze da Nicola Zingaretti e dalla maggioranza dell’assemblea dei dem. Sempre restando all’amministrazione comunale di Cassino mostrano pubblicamente pollice verso anche gli assessori Danilo Grossi e Luigi Maccaro. Il delegato alla cultura della giunta Salera, in veste anche di coordinatore di “Pop, idee in movimento” argomenta: «È possibile ridurre la materia costituzionale ad argomento di propaganda elettorale, confondendo – a danno della rappresentanza – la quantità con la qualità? Noi crediamo di No, per questa ragione vi invitiamo a leggere l’appello di 183 costituzionalisti che, il 20 e 21 settembre, voteranno No al Referendum Costituzionale».


Il leader di Demos Luigi Maccaro è ancora più esplicito: «Voto No perché il problema non sta nel numero dei parlamentari ma nel modo in cui vengono eletti, o meglio, nominati.E perché non se ne può più di questa deriva populista, demagogica e autoritaria guidata dalla Lega e dal M5S che per potersi esprimere ha bisogno di delegittimare il Parlamento. Questo è uno sfregio alla Costituzione, perché ridurre dello 0,007% la spesa pubblica italiana abbattendo la rappresentatività dei territori in Parlamento non ha senso. Già sono praticamente nominati dalle segreterie dei partiti, così saranno sempre meno e sempre più controllabili da pochi oligarchi populisti». 

NEL CASSINATE 

L’eco del No si diffonde anche tra alcuni sindaci del Cassinate di diverso colore politico. Da sinistra si smarca dalla linea ufficiale del Pd anche il sindaco di Aquino Libero Mazzaroppi, che spiega: «Anche se comprensibile che un ceto politico giudicato dalla storia incapace e talvolta corrotto provochi malcontento, ritengo sia assolutamente controproducente individuare e colpire come responsabili gli spazi di rappresentanza democratica. Giudichiamo negativamente, invece, chi li ha poco degnamente occupati non votandoli più e scegliendo persone migliori». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Gioacchino Ferdinandi di Piedimonte San Germano, eletto in una lista civica di matrice di centrodestra, che spiega: «Voto No, e invito a votare No, perchè il taglio dei parlamentari sarebbe una sconfitta per i territori».


E il collega del comune confinante, il sindaco di Villa Santa Lucia Iannarelli come voterà? Contattato da LeggoCassino.it dice: «Sono davvero molto indeciso, credo che deciderò la sera prima. Certamente andrò a votare». Nessun dubbio, invece, invece, per il sindaco di Sant’Elia Roberto Angelosanto, che però preferisce non dire pubblicamente quale sarà il suo voto. E non si esprimono neanche il sindaco di Viticuso Edoardo Fabrizio e il primo cittadino di Terelle Dino Risi. A favore del Sì è invece il sindaco di Castrocielo Filippo Materiale. Il motivo? «Sono coerente con quella che è stata la scelta della maggioranza del Pd e del Governo. Poi, certo, va sicuramente subito vista la legge elettorale per garantire la rappresentanza di tutti i territori”.

 E un Sì arriva anche da Acquafondata con il sindaco Antonio Di Meo, che dice: «Voterò sì perché la democrazia non dipende dal numero dei parlamentari. La democrazia che manca è il fatto che il popolo non può scegliere i rappresentanti». Rivelerà il suo voto a urne chiuse il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo, tra le altre cose in corsa contemporaneamente per le comunali. Elezioni comunali anche a Cervaro, comune attualmente commissariato, mentre da San Vittore il sindaco Nadia Bucci annuncia il suo No «in quanto – dice – si tratta di una riforma non accompagnata da una nuova legge elettorale e rischia solo di penalizzare i territori».

VALLE DEI SANTI

Il territorio appare diviso in merito al Referendum: se a Cassino e nei comuni del Cassinate il No sembra leggermente maggioritario tra gli amministratori, nella Valle dei Santi il Sì è invece prevalente. Il sindaco di Esperia Giuseppe Villani dice: «Sono per il Sì anche se serve una riforma della legge elettorale». Il primo cittadino di San Giorgio a Liri Giuseppe Lavalle preferisce non palesare quale sarà il suo voto mentre da Coreno a Sant’Ambrogio passando per Ausonia e Castelnuovo è un coro di Sì. 


«Il Sì non sarà la panacea di tutti i mali ma è certamente un primo passo» dice il sindaco di Sant’Ambrogio Sergio Messore. Gli fa eco Benedetto Cardillo di Ausonia. Simone Costanzo, primo cittadino di Coreno Ausonio argomenta: «Voto Sì, anche se credo che poi serva una legge per la rappresentanza dei territori». Da Sant’Apollinare si aggiunge anche il sindaco Enzo Scittarelli: «Voto Sì senza alcun dubbio». Dubbi ne ha invece il sindaco di Castelnuovo Parano Oreste De Bellis, che però chiosa: «Le perplessità sulla riforma sono molte e sarei anche tentato dal No ma per disciplina nei confronti di quella che è la linea del Partito democratico voterò Sì al taglio dei parlamentari».