«Referendum, tre buoni motivi per votare Sì. Il No del sindaco? Piuttosto entri nel merito delle modifiche»

LA LETTERA – Continua il dibattito nella città di Cassino in vista del voto di domenica e lunedì sul taglio dei parlamentari. Giuseppe Martini del Movimento Cinque Stelle elenca le ragioni del Sì e risponde al sindaco Salera che ha annunciato il suo convinto No. Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, la lettera dell’avvocato che tra le altre cose evidenzia: «Non è vero che ci sarà uno stravolgimento della Costituzione come con la riforma di Renzi nel 2016»

L’avvocato Giuseppe Martini, giá candidato sindaco della lista certificata del M5S di Cassino

di Giuseppe Martini*

Caro Direttore,


come è noto il 20 e 21 settembre si terrà il referendum confermativo sulla riduzione dei parlamentari proposta dal M5S.
La riforma costituzionale era stata approvata all’inizio di ottobre 2019 con il voto favorevole, quasi all’unanimità dei membri della Camera dei deputati, un “quasi” che ha dato la possibilità a 71 senatori di richiedere il referendum sulla riforma, chiamando quindi noi cittadini ad esprimerci sull’argomento.
Il “Sì” che mi sento di sostenere, è un “SI” che vede in questa riforma l’indispensabile presupposto per far si che il nostro Parlamento ottenga un ruolo centrale, e questo grazie a tre principali motivi: il primo si riferisce al numero ridotto di parlamentari che è indice di più elevata qualità della rappresentanza, in quanto i partiti saranno portati a scegliere i migliori e chi ricopre tale carica percepirà maggiormente la responsabilità della funzione da svolgere.
Il difetto di rappresentanza che da alcuni viene sentenziato essere conseguente alla riduzione dei membri della Camera non è, a parere di molti illustri costituzionalisti, tra cui il Professor Onida, attinente all’intervento che si propone di porre in essere la riforma, infatti il rapporto sarebbe di un deputato ogni 150mila persone e di un senatore ogni 300mila, numeri tutt’altro che drammatici.


Il secondo motivo a sostegno del “SI” riguarda la natura della riforma stessa, un intervento puntuale, circoscritto, volto non allo stravolgimento della Costituzione come invece era proposto dalla riforma Renzi nel 2016. La riduzione del numero dei parlamentari è un elemento costante nelle discussioni politiche ormai da anni, segno che un tale cambiamento è oggi necessario per la funzionalità delle Camere dove invece i dibattiti sono spesso ripetitivi e invece di dialogare e confrontarsi seriamente sul merito delle proposte ci si dedica per lo più a polemizzare con gli avversari. In altri ordinamenti il trend è lo stesso: nel 2018 in Francia si parlava di ridurre del 30% i parlamentari, un progetto moto simile al nostro, in linea con le altre democrazie parlamentari, le assemblee pletoriche sono tipiche infatti delle dittature come Cina Corea dal nord e nella ex URSS.


Per completare le motivazioni che mi spingeranno a votare a favore della riforma, che il panorama politico attuale e l’architettura istituzionale siano inevitabilmente distanti da quello alla quale si riferivano i padri costituenti nel 1947. Nonostante sia indiscutibile la grandezza della nostra Costituzione, espressione prima del volere del popolo italiano, necessita ora di essere modificata con piccoli interventi e non indubbiamente di ricevere una nuova scrittura.
La riforma che ci viene oggi chiesto di rendere possibile non è certo una questione ideologica, bensì un primo passo, una tappa imprescindibile per migliorare la rappresentanza, successivamente sarà necessaria una legge elettorale proporzionale, ma questa va fatta dopo e non prima essendo una legge ordinaria e non costituzionale.

Un’ ultima nota.

Massimo rispetto per chi diversamente da me voterà NO entrando nel merito delle modifiche. Ebbene ho letto che il nostro sindaco avrebbe motivato il suo NO perchè a suo dire la modifica sarebbe figlia di : «(..) politici con scarsa esperienza»: non gli sarà sfuggito che il referendum è confermativo di una legge costituzionale votata dalla maggioranza qualificata, in una camera, e dalla maggioranza, nell’altra camera, dei deputati e senatori italiani? Possibile che nessuno di loro ha la dovuta esperienza auspicata da Salera? Forse per giustificare il suo legittimo NO dovrebbe entrare, anche lui, nel merito delle modifiche. Non crede anche lei?

*L’autore è stato già candidato sindaco della lista certificata del M5S alle ultime elezioni comunali di Cassino