Il quotidiano Domani debutta in edicola e si schiera per il No al Referendum. Travaglio sul Fatto Quotidiano illustra le ragioni del Sì

RASSEGNA STAMPA – Primo giorno di scuola in primo piano sui maggiori quotidiani nazionali. Su Repubblica l’editoriale della professoressa Stefania Auci: «Voglio fare scuola con i miei ragazzi in classe». Polito sul Corriere della Sera: «Se ce la fa la scuola non può non farcela l’Italia; e l’autunno che sta per arrivare ci sembrerà una primavera». Disagi sulla riapertura degli istituti anche sulla stampa locale. L’assessore Luigi Maccaro a L’Inchiesta torna a parlare dei fatti di Colleferro: «Per me Willy è un eroe»

L’attesa è finita. Da questa mattina, martedì 15 settembre, online e in edicola ha fatto il suo esordio il quotidiano Domani. Il direttore Stefano Feltri schiera il giornale per il No al Referendum e scrive: «Chi, come me, nel 2016 ha votato in difesa del parlamento e degli equilibri tra poteri previsti dalla Costituzione, per coerenza non ha molte alternative che votare no alla riduzione dei parlamentari. Mi rendo conto che è una posizione probabilmente destinata a essere minoritaria, perché oggi come nel 2016 in tanti voteranno a prescindere dal merito della riforma ma sulla base delle conseguenze politiche del risultato: quattro anni fa per consacrare o congedare Matteo Renzi, oggi per salvare o sabotare gli equilibri Pd-Cinque stelle alla base dell’attuale governo. Cari promotori della riforma e sostenitori del Sì, non avete convinto. Quindi, come nel 2016, voterò a difesa della Costituzione che abbiamo invece di abbracciare cambiamenti motivati da impalpabili e ipocriti risparmi e vaghe idee di democrazia diretta che, in società più complesse delle polis greche, di solito implicano meno democrazia» (LEGGI QUI L’EDITORIALE DI STEFANO FELTRI SUL REFERENDUM).

Sempre in tema di Referendum, Il Fatto Quotidiano apre oggi con una prima-locandina dal titolo: “Le ragioni del Sì, le obiezioni del No”. Il direttore Marco Travaglio annota: «Se vince il No, il Parlamento ha un’ottima scusa per interrompere le autoriforme e magari riprendersi i privilegi perduti (vitalizi in primis). Se vince il Sì, si impone una nuova legge elettorale e si possono accontentare pure i benaltristi che al taglio degli eletti preferiscono quello degli stipendi. Da lunedì, se vince il Sì, il Fatto inizierà una campagna a tappeto per adeguare gli stipendi dei parlamentari a quelli dei colleghi europei e, soprattutto, per una legge elettorale che restituisca agli elettori il potere di scegliersi i propri rappresentanti: meno numerosi, ma migliori. Come li voleva Einaudi». All’interno un primo piano di Selvaggia Lucarelli dedicato a Mattia Santori, leader delle “Sardine”. Scrive Lucarelli: «Se la fase peggiore dell’emergenza sanitaria sembra passata, quella delle Sardine sembra essere appena iniziata. Si potrebbe dire che dalla foto col duo Benetton-Toscani in poi, s’è capito che intorno a Mattia Santori bisognerebbe istituire una specie di zona rossa, isolarlo, capire se il ceppo anti-casta sta mutando e lasciarlo libero solo quando pare sentirsi meglio».

RIENTRO A SCUOLA

Riflettori puntati sul rientro a scuola su la Repubblica e il Corriere della Sera. Il foglio scalfariano titola: “Senza banchi e senza prof”. E all’interno i racconti con i disagi del primo giorno. Nei commenti la “preghiera” della professoressa Stefania Auci che scrive: «Per noi insegnanti questo è un momento molto importante. Cosa significa riappropriarsi di spazi che abbiamo lasciato con la convinzione di ritrovarli, uguali, il giorno dopo e che invece sono rimasti deserti e silenziosi per mesi?  Come si torna a fare lezione davanti a visi in carne ed ossa e non a visi ciondolanti? E cosa si ribatte al «tanto apriamo per richiudere tra due settimane» che rimbalza dall’uno all’altro? Si ribatte nell’unico modo possibile: «Voglio fare scuola con i miei ragazzi in classe». Disagi in evidenza per il primo giorno di apertura delle scuole anche sul quotidiano di via Solferino. Tuttavia nel commento di Antonio Polito si evidenzia: «Nonostante tutti i problemi, i ritardi, gli impicci, questa avanguardia di 5 milioni e passa di neo scolari e studenti che lunedì ce l’ha fatta apre il cuore alla speranza. Se ce la fa la scuola non può non farcela l’Italia; e l’autunno che sta per arrivare ci sembrerà una primavera». 

Il Messaggero riporta invece  in prima pagina quanto accaduto in una scuola di Genova e titola: “Niente banchi, si inizia in ginocchio”. La pagina economica all’interno è invece dedicata allo smart working. O meglio, all’addio allo smart working. Il quotidiano romano scrive infatti che 500.000 statali torneranno in ufficio ma i sindacati sono preoccupati per la mancanza di mascherine e dispositivi di sicurezza.

LA STAMPA LOCALE

Ampio risalto al primo giorno di scuola anche sulla stampa locale. Scuola, apertura tra nastri e divieti titola Latina Oggi che nella pagina di cronaca si occupa poi della vicenda della piscina Splash di Spigno Saturnia (LEGGI QUI: Incendio a Spigno Saturnia)  e nel pezzo a firma di Gianni Ciufo rivela che il magistrato ha convalidato il sequestro e convalidato un sopralluogo per capire le cause del rogo.  Allarme incendi in primo piano sull’edizione di Cassino di Ciociaria Oggi. Per quanto riguarda la scuola, Paola Polidoro racconta ancora la rivolta dei genitori della “Pio Di Meo” e le incertezze per quel che riguarda le scuole di Sant’Angelo. In merito al Referendum intervengono invece Zicchieri della Lega e Fantini del Pd che dicono: «Occorre una riforma gobale». Su Il Messaggero Frosinone Elena Pittiglio racconta il primo giorno di scuola e i disagi per il traffico in tilt (LEGGI QUI: I banchi mancano, gli ingorghi restano ). Il quotidiano L’Inchiesta ospita l’intervista dell’assessore alla Coesione Sociale Luigi Maccaro che a proposito dei fatti di Colleferro dice: «Ha dato la vita per salvare un amico, per me Willy è un eroe»