La campanella che “suona” il ritorno alla normalità. O quasi

CASSINO – Da questa mattina il rientro a scuola degli studenti dopo l’improvvisa chiusura del 4 marzo, il giorno in cui anche la città martire ha iniziato ad avere paura del Covid con il primo caso scoppiato in città. Ne sono seguiti altri 65 in 6 mesi. Dopo mesi di didattica a distanza i ragazzi delle superiori tornano in classe, tra dieci giorni tocca a elementari, medie e scuole dell’infanzia.Distanza, banchi e mascherine: tutte le incognite e le criticità degli istituti. Dall’Itis “Majorana” parte la lettera al ministro

Gli studenti dell’Itis al rientro in classe questa mattina alle 8.20

Alla fine le scuole hanno riaperto davvero. Anche a Cassino questa mattina il suono della campanella ha segnato il ritorno alla quasi normalità con gli studenti nuovamente in classe. L’ultimo giorno di scuola era stato il 4 marzo: nel pomeriggio di quel giorno il premier Conte annunciò la chiusura immediata di tutte le scuole d’Italia a partire dal 5 marzo. Anche la città martire in quei giorni ha iniziato ad avere davvero paura del Covid: nella serata del 4 marzo si è infatti registrato in città il primo caso. In sei mesi il totale dei contagiati è salito a quota 66 nella città martire, 9 dei quali deceduti.

Quella di oggi non si può definire la prima campanella del post-Covid, perchè purtroppo il virus fa ancora paura. Tutti gli studenti sono infatti entrati in classe muniti di mascherina. Una volta in aula dovranno mantenere le distanze e dovrebbero trovare i banchi singoli. Il condizionale è d’obbligo perchè non tutte le scuole sono pronte. Tant’è che venerdì gli studenti dell’Itis di Cassino hanno scritto al ministro ed hanno evidenziato: ««La data di consegna dei primi 200 banchi singoli era prevista per il giorno sabato 5 settembre, poi spostata al giorno 10 settembre 2020. Ad oggi, venerdì 11 settembre 2020 non è stata effettuata ancora nessuna consegna. Siamo oramai vicini al giorno della riapertura dell’istituto e ancora la maggior parte delle classi è sprovvista di banchi singoli».

Resta l’incognita anche per quel che riguarda gli spazi e le mascherine. A tal proposito il ministro Azzolina ieri dalle colonne del Corriere della Sera ha spiegato: «Se c’è il metro di distanza e lo studente vuole abbassarlo può farlo, ma nessuno può impedirgli di tenerla». E alla vigilia della riapertura, dopo il messaggio del premier Conte inviato a studenti e docenti, sempre il ministro ha precisato: «La scuola è il posto più sicuro:  ci sono operatori formati, il distanziamento, ci sono le mascherine, al momento ne sono state inviate 94 milioni. Si stanno distribuendo in tranche. Quale altro luogo fuori dalla scuola ha le stesse regole? Faccio appello perché le stesse regole siano usate fuori dalla scuola»