La pagella… dell’estate

I NOSTRI VOTI – Questa rubrica sarà un appuntamento fisso ogni settimana, in tutti i weekend. Si parte oggi con un’analisi dei fatti più importanti dell’estate. Dal riconoscimento ricevuto dall’Anci per il progetto messo in campo dal Comune con l’assessore ai servizi sociali durante il lockdown, a quel che accade nel centrodestra. Dove l’ex sindaco ha cambiato strategia ed appare molto più saggio! Mentre Bevilacqua invece…

di Alberto Simone

Luigi Maccaro

L’uomo giusto al posto giusto. Da trent’anni al fianco dei più deboli e dei bisognosi. L’assessorato ai servizi sociali per molti dei suoi predecessori si è rivelato un rompicapo. Non per Luigi Maccaro, che di servizi sociali si occupa sin dal 1990 con la fondazione Exodus.
Una realtà prestigiosa che oggi non è più solo una comunità di recupero per tossicodipendenti ma anche un centro di aggregazione giovanile. Grazie soprattutto alla rete del volontariato. Quella rete che Maccaro ha saputo incrementare e valorizzare durante i mesi difficili del lockdown. Di recente l’Anci ha reso noto che “Cassino Risponde” è stato uno dei migliori progetti messi in campo in Italia durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria (e sociale). Un giusto riconoscimento quello che l’associazione nazionale dei comuni italiani ha riservato a Cassino e che l’assessore avrebbe potuto vantare tutto per sè.

Perchè se è vero che il lavoro è stato di squadra è altrettanto vero che il capitano di quella squadra era lui.
Che ha dovuto sgomitare, e non poco, un anno fa, per ottenere la nomina assessorile a dispetto di chi lo invitava ad esercitare esclusivamente il ruolo di consigliere. Ora potrebbe ergersi sul piedistallo.
Rivendicare le sue capacità. Invece preferisce mette in luce il lavoro svolto dai volontari.
E dice: «Essere citati nel Dossier ANCI è motivo di orgoglio per tutta l’Amministrazione comunale e per questo vogliamo ringraziare gli oltre 80 volontari coinvolti, gli assistenti sociali e tutto il personale dell’Assessorato, i Consiglieri e gli Assessori che sono venuti a dare man forte, le associazioni, le aziende e i donatori che hanno inviato il loro contributo».
Lezione di stile. E di professionalità

VOTO 8

Carlo Maria D’Alessandro

Dopo un anno trascorso a rivendicare, spesse volte a ragione, i meriti della sua amministrazione e l’eredità di cui può godere oggi il sindaco Salera per le opere di messa in sicurezza di scuole e strade, Carlo Maria D’Alessandro ormai da qualche mese sembra aver cambiato strategia. Ha scelto, come del resto ha fatto sin da subito l’ex assessore Benedetto Leone, la strada del silenzio. O meglio: dell’attesa. Perchè, può piacere o meno, la vittoria del centrosinistra alle elezioni del giugno 2019 è stata schiacciante e la bocciatura del centrodestra altrettanto sonora. E a poco o nulla serve ora recriminare ed evidenziare ad ogni cantiere aperto che il merito è tutto suo. Nessuno può negarlo, del resto. I fatti hanno una loro forza intrinseca e non sono soggetti a diverse letture, ma grave sarebbe stato se quei progetti che Carlo Maria D’Alessandro è stato bravo a riuscire a farsi finanziare durante la sua consiliatura non fossero poi andati in porto e la città sarebbe oggi rimasta priva dei lavori. Un po’ come del resto è successo con i loculi al cimitero di San Bartolomeo.

L’iter era partito con Giuseppe Golini Petrarcone nel 2016 ma D’Alessandro in tre anni non è riuscito a portare a compimento l’ampliamento del Camposanto nonostante tanti cittadini avessero già versato i soldi per l’acquisto dei loculi. In quel caso la continuità amministrativa non è stata certamente eccellente. Ma torniamo all’oggi: negli ultimi mesi l’ex sindaco sembra aver cambiato completamente strategia. Da un punto di vista politico va ritagliandosi una leadership nel campo dei moderati senza più l’ombra di Abbruzzese ad offuscare la sua luce. E sul piano amministrativo è decisamente più silenzioso e attendista: sembra aspettare al varco Enzo Salera per i tanti progetti da lui promessi in campagna elettorale e ad oggi ancora non realizzati. Ha insomma tolto lo sguardo dallo specchietto retrovisore.
Celebre l’aforisma secondo cui “l’ignorante parla a vanvera, l’intelligente parla al momento opportuno, il saggio parla se interpellato, il fesso parla sempre”. Carlo Maria D’Alessandro appare decisamente più saggio rispetto a un anno fa!

VOTO 7

Michelina Bevilacqua

Ufficialmente è consigliere comunale della Lega al Comune di Cassino. Ma nei fatti Michelina Bevilacqua continua ad essere completamente estranea al Carroccio. Almeno per quel che riguarda l’attività amministrativa. Il rapporto con il suo capogruppo Franco Evangelista dall’inizio non è stato idilliaco e mai, i due, hanno combattuto battaglie comuni.
Al punto tale che ad un certo punto Michelina Bevilacqua è diventata quasi organica all’opposizione “petrarconiana” firmando interrogazioni e mozioni con i consiglieri di Italia Viva Petrarcone e Fontana. Cassino è quasi diventata un “laboratorio” dove sperimentare la collaborazione tra i partiti dei due Matteo, ovvero Salvini e Renzi.
Gli esponenti di Lega e Italia Viva hanno combattuto infatti sulla stessa sponda, con un nemico comune: il sindaco del Pd Enzo Salera. Fino a questa estate, quando Michelina Bevilacqua ha virato!

Ma non verso destra, siglando la tregua con il capogruppo della Lega Franco Evangelista. Bensì verso sinistra! Ha infatti abbracciato più di una battaglia dell’amministrazione comunale, votando spesso con la maggioranza e addirittura arrivando alla spaccatura nel giorno della commemorazione del giudice Borsellino: mentre la Lega teneva una cerimonia dinanzi al Tribunale con la deposizione di un mazzo di fiori, la Bevilacqua insieme al sindaco Salera e a tutta la maggioranza di centrosinistra che governa la città ha presenziato all’iniziativa nella villa in memoria della strage di via D’Amelio. E da quel dì la sua firma non è più apparsa in nessun atto protocollato dalle opposizioni. Se è vero che solo gli stupidi non cambiano idea, è altrettanto vero che Michelina Bevilacqua dovrebbe però trovare una collocazione definitiva e coerente in Consiglio. Anzitutto per rispetto dei suoi elettori.

VOTO 5